• Articolo , 3 agosto 2007
  • Dal 27/07/07 al 02/08/07

  • h4. Da XEROX la carta ad alto rendimento _I fogli di carta che utilizzeremo nei nostri uffici nel prossimo futuro saranno ambientalmente più sostenibili e contribuiranno a ridurre le emissioni di gas serra del 75%_ 01/08/07 – U.S.A. – La Xerox Corporation, azienda statunitense tra le maggiori produttrici di stampanti e fotocopiatrici, sembrerebbe aver trovato […]

h4. Da XEROX la carta ad alto rendimento

_I fogli di carta che utilizzeremo nei nostri uffici nel prossimo futuro saranno ambientalmente più sostenibili e contribuiranno a ridurre le emissioni di gas serra del 75%_

01/08/07 – U.S.A. – La Xerox Corporation, azienda statunitense tra le maggiori produttrici di stampanti e fotocopiatrici, sembrerebbe aver trovato il modo di produrre la carta che comunemente viene utilizzata negli uffici di tutto il mondo, distruggendo meno alberi. Ciò sarebbe possibile attraverso un nuovo processo che, per produrre lo stesso quantitativo di carta, utilizza un numero specifico di componenti derivanti direttamente dagli alberi molto inferiore. Questo tipo di carta è stata denominata “carta ad alto rendimento” e viene prodotta attraverso un processo di spappolamento che usa il 90% dell’albero per ottenere la cosiddetta “polpa”, evitando l’uso dei tradizionali processi chimici e diminuendo lo spreco di acqua. In questo modo anche le emissioni di gas ad effetto serra vengono ridotte, addirittura di un 75%. C’è da scommettere che molto presto troveremo questi fogli anche sui tavoli dei nostri uffici.(Fonte EcoGeek)

h4. Wash2O: la lavatrice ecologica

_Dalla penisola malese arriva la prima lavatrice che lava la biancheria senza utilizzare detersivi, grazie all’impiego degli ioni negativi_

31/07/07 – U.S.A. – Da Singapore, dove è stata ideata e progettata da una coppia di studenti della National University, Wendy Chua, 21 anni e Gabriel Tan, 23, agli Stati Uniti, dove è diventata una realtà commerciale, arriva un’invenzione rivoluzionaria, ma dai principi noti. Si tratta di una lavatrice che funzionerebbe senza detersivi, e che potrebbe cambiare le abitudini e migliorare l’ambiente. L’elettrodomestico utilizza il principio degli ioni negativi, agenti pulitori naturali, già applicato nei purificatori dell’aria per catturare lo sporco e i batteri. Scindendo l’acqua in ioni H+ e OH-, la Wash2O, come è stata battezzata questa lavatrice del futuro, i vestiti prima vengono lavati con una soluzione basica, poi sterilizzati con una soluzione acida. Infine, prima che l’acqua venga scaricata, il tutto si ricompone in una soluzione a pH neutro. Negli Stati Uniti questa lavatrice viene commercializzata a partire da 1000 dollari, ma è una spesa che si può affrontare, a conti fatti, visto che non ci sono costi aggiuntivi derivanti dai detersivi. Una soluzione altamente creativa e sostenibile, visto che l’impatto inquinante sull’ambiente viene completamente azzerato. (Fonte Blogeko)

h4. Energia dal mare

_Una nuova turbina, derivata da quelle per lo sfruttamento dell’energia eolica, immersa nelle acque del mare di Belfast per sfruttare il moto ondoso_

31/07/07 – Belfast – La Sea Generation Ltd., compagnia britannica per la produzione di impianti di generazione di energia elettrica dal moto ondoso, in collaborazione con la Marine Current Turbine Ltd., ha costruito e metterà in funzione entro il 2007 al largo del Mare d’Irlanda, per la precisione a Strangford Lough, la SeaGen, un sistema a turbina che convertirà 1.2 Megawatt di energia dalle onde. Il sistema rimarrà in funzione per la durata di cinque anni. Il progetto, la cui ideazione avvenne nel 2003, è stato sottoposto a numerose analisi per diversi anni, al fine di valutarne l’impatto ambientale e sugli ecosistemi. Per l’installazione della turbina sono stati necessari infatti alcuni lavori di costruzione di infrastrutture adibite al controllo e al montaggio in opera dell’impianto stesso, prima tra tutte una piattaforma per la realizzazione del foro che ospiterà il sistema SeaGen. Il fondale marino sarà perforato fino a 20 metri di profondità e i componenti del dispositivo, unico nel suo genere, sono stati prodotti in varie zone del Regno Unito ed in Europa. Questo grande progetto è la dimostrazione che l’energia del moto ondoso, sebbene sottovalutata in passato, attraversa un periodo di rivalutazione che sembra destinato a riservare sorprese future. (Fonte EcoGeek)

h4. Acque pulite grazie all’”aerogel”

_Una schiuma composta da materiali “gonfiati” con anidride carbonica sarebbe in grado di filtrare le acque inquinate, legandosi con il mercurio_

30/07/07 – Illinois – Alcuni ricercatori della Northwestern University hanno scoperto le eccellenti proprietà di una schiuma solida molto porosa, che sarebbe in grado di “filtrare” le acque inquinate depurandole dai metalli pesanti. Si tratta di una serie di sette tipi diversi di “aerogel”, materiali a bassa densità composti in gran parte da zolfo e selenio, addizionati di anidride carbonica che, secondo Mercouri Kanatzidis, scienziato a capo del gruppo di ricerca, avrebbero la capacità di selezionare i materiali che li attraversano, trattenendo quelli più pesanti (ad esempio con il cadmio, il mercurio ed il piombo, tra i metalli più tossici e inquinanti presenti in una larga percentuale delle acque più contaminate) legandosi con essi. Nell’attraversare queste schiume, i materiali tossici (nella fattispecie il mercurio) passerebbero da una concentrazione di 645 ppm (parti per milione) a 0,04 ppm. La ricerca ha rivelato effetti simili anche per la rimozione di diossine e PCB (PoliCloroBifenili) e per ottenere idrogeno puro da utilizzare nelle celle a combustibile. Sono molteplici le sperimentazioni e le applicazioni di questa tecnologia, non ultimo l’impiego nei moduli fotovoltaici, grazie alla caratteristica dell’aerogel di essere un semiconduttore in grado di assorbire tutto lo spettro solare. Ma, ovviamente, si tratta di applicazioni che devono essere ancora implementate e verificate.(Fonte Ecoblog)

h4. Carta super resistente dalla grafite

_Fogli ultra sottili e resistenti biodegradabili grazie ai nanotubi di carbonio, ma non ancora commercializzabili, poiché ci vorranno almeno cinque anni per il loro perfezionamento_

29/07/07 – Los Angeles – Un gruppo di ricercatori della Northwestern University ha creato un nuovo tipo di carta derivata dalla grafite delle matite comunemente usate per scrivere, poco costosa e facile da produrre. Attraverso un procedimento che ha reso possibile l’inserimento dell’ossido di grafene in fogli molto sottili immergendoli in acqua, gli scienziati hanno ottenuto fogli ultra sottili ma super resistenti, molto flessibili e adatti, secondo quanto afferma Rodney Ruoff, capo-progettista del gruppo di lavoro, ad essere utilizzati come materiale di rivestimento protettivo per lo stoccaggio dell’idrogeno nelle celle a combustibile, nel filtro chimico o negli elettrodi delle batterie. Un grande limite di questa scoperta però, è dato dal fatto che i fogli di carta così ottenuti sono altamente vulnerabili se messi a contatto con l’acqua, poiché una volta immersi nel liquido i legami del grafene si allentano e i fogli si sfaldano pian piano. L’obiettivo nel prossimo futuro sarà dunque riuscire ad ovviare a questo problema, considerando che, nonostante i livelli di ricerca siano già molto avanzati, ci vorranno ancora dai cinque ai dieci anni per il perfezionamento e la commercializzazione di questa tecnologia d’avanguardia. (Fonte TreeHugger)

h4. MAGLEV, la turbina eolica più grande del mondo

_La sfida di Maglev è la produzione di un Gigawatt di energia elettrica dal vento. Un colosso energetico che a scapito delle sue dimensioni verrebbe ammortizzato nel giro di un anno_

28/07/07 – Sierra Vista, Arizona – Ormai dovremmo saperlo, più le centrali a energie alternative sono grandi, minore è il costo dell’energia e dell’impianto stesso, ed è proprio su questo principio che si basa il nuovo progetto, un po’ azzardato a dir la verità, della Maglev Wind Turbine Technologies Inc., il cui obiettivo è produrre la turbina eolica più grande mai concepita, che trasformerebbe l’equivalente di un Gigawatt di energia elettrica dal vento. Un colosso dell’energia, che sarebbe in grado di alimentare 750 mila abitazioni, occupando cento acri di terra, ma che risulterebbe verosimilmente molto molto costoso. Nonostante questo, la MWTT prevede che l’energia prodotta costerà non più di un centesimo al chilowatt, con un rientro economico del 100% solamente dopo il primo anno di funzionamento. Tutto molto bello, ma l’impatto ambientale? Una turbina di questo tipo costituirebbe senza dubbio un intervento molto invasivo nel territorio, compromettendo gran parte della sua sostenibilità. Un corretto approccio nell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia non dovrebbe solo massimizzare lo sfruttamento di queste ultime, ma dovrebbe essere accompagnato da un profondo rispetto per l’ambiente naturale.(Fonte www.magturbine.com)

h4. Monoposto da corsa totalmente sostenibile

_Unica nel suo genere, questa monoposto, simile alle vetture di Formula Uno, non solo consuma biodiesel, ma è interamente costruita con prodotti derivanti dalle biomasse_

27/07/07 – U.K. – Pneumatici a base di patate, carrozzeria derivata da canapa e colza, pastiglie dei freni fatti di gusci di noci e anacardi, alimentazione speciale a biocarburante derivato dalla barbabietola da zucchero e dal frumento fermentato. Queste in breve le principali caratteristiche della ‘Eco One’, la monoposto da corsa ideata e progettata dal Dottor Kerry Kirwan, un ricercatore del Warwick Manufacturing Group dell’Università di Warwick, e dal suo studente Ben Wood, che come un comune veicolo da corsa può raggiungere una velocità superiore alle 150 miglia orarie. Ecco dunque dimostrata l’effettiva possibilità di costruire un’automobile costituita per il 95% da materiale biodegradabile! In questa vettura infatti gli unici pezzi che non è stato possibile realizzare con materiali rinnovabili sono quelli del telaio, che è costituito da elementi di acciaio. Ci sono voluti due mesi di lavoro e 20 mila sterline per costruirla, e il lancio sul mercato è ancora lontano, ma i numerosi studi in atto e i progetti futuri danno forza all’ipotesi di poter sostituire un giorno i nostri “ferrivecchi” con veicoli del tutto sostenibili. (Fonte TreeHugger)