• Articolo , 16 gennaio 2009
  • Dal Meet di Tokyo, tutti d’accordo a ridurre la CO2 dei trasporti

  • Ventuno Nazioni all’appello, grande assente la Cina. La conferenza ministeriale su ambiente ed energia nel settore dei trasporti si conclude con dei passi avanti ed uno sguardo condiviso su quello che sarà il futuro del settore

Ventuno Paesi hanno detto si ad una dichiarazione unanime per ridurre le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti sul lungo periodo. Sono i protagonisti del Meet a conferenza ministeriale su ambiente ed energia nel settore dei trasporti conclusasi oggi a Tokyo per tornare con secondo appuntamento questo dicembre a Roma. La tre giorni, che ha visto la grande defezione della Cina, ha portato dunque ad una convergenza d’opinioni tra Paesi industrializzati e in via di sviluppo, dal punto di vista della cooperazione internazionale e l’assistenza tecnica, anche attraverso il supporto economico della Banca Mondiale. La Dichiarazione afferma che i 21 debbano ridurre il rilascio di anidride carbonica e di altri gas ad effetto serra, attraverso una serie di azioni come il sostegno nei confronti dell’International Civil Aviation Organization (Icao) per il completamento, entro la fine di quest’anno, di un progetto sulla riduzione dell’inquinamento aereo e sull’efficienza ambientale dei carburanti. Per il ministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, nonostante l’attuale crisi finanziaria, “c’è una condivisione diffusa” sulla necessità di dirigersi verso politiche ecosolidali, ad iniziare dallo sviluppo dalla crescita delle “ferrovie e delle autostrade del mare”, mentre “qualcosa di più poteva essere fatto nel comparto aereo”. “In vista della prossima sessione – ha continuato Matteoli – vorrei lavorare a una conferenza capace di coinvolgere ministri dell’energia, dei trasporti e dell’ambiente per la stretta interconnessione delle problematiche in campo”. “C’è bisogno – ha osservato ancora il ministro – di un nuovo rapporto tra governi e privati che sono portati a spendere il meno possibile. I governi non devono fare i carabinieri, ma devono collaborare con i privati sotto il profilo tecnologico, se è vero che il 20% delle emissioni di CO2 viene proprio dal trasporto”.