• Articolo , 29 febbraio 2008
  • Dall’Australia la norma per calcolare le emissioni degli edifici

  • L’Australia porta avanti a passo spedito la gestione delle riforme in merito alla normativa ambientale, avendo proposto, a dicembre 2007, un sistema di dichiarazione delle emissioni GHG (GreenHouse Gases) e dell’Energia Unificato: il NGRES

*Brisbane* – _dalla nostra corrispondente_ – La metodologia generale NGERS (National Greenhouse and Energy Reporting System), un sistema di report sull’energia per valutare il grado di emissioni nocive degli edifci, è ora in fase di messa a punto da parte degli istituti di ricerca australiani. Viene utilizzato come fattore di conversione il “Global Warming Potential” (GWP) già introdotto dall’ IPCC (1995) ed in uso anche nel Protocollo di Kyoto, completato da una serie di equazioni, di vario grado di complessità, per quantificare l’Emission Factor pertinente alle diverse categorie aziendali (divise secondo un sistema di catalogazione locale, l’ANZSIC – Australian and New Zealand Standard Industrial Classification). Il NGERS si contraddistingue, per altro, grazie alle caratteristiche che qui di seguito trovate elencate:
* Trasparenza
* Paragonabilità (tra le dichiarazioni dei diversi “Reporter”)
* Accuratezza
* Consistenza nel tempo
* Completezza

A livello di normative tecniche l’Atto si rifà a diverse normative tecniche locali, nonchè a normative internazionali, quali, per esempio, gli standard AS ISO 15489 per il Record Management, alle normative ISO quali la ISO 17025 (General requirements for the competence of testing and calibration laboratories) e le EN ISO 14064 (parti 1, 2 e 3) ed EN ISO 14065.

*Il percorso*

Comunque è tutt’ora ancora in fase preliminare e da ratificare. Deve essere quindi esaminato il feedback del pubblico, (le “Normative Tecniche” ed il “Regulations Policy Paper” sono stati aperti ai commenti ed ai suggerimenti del pubblico rispettivamente fino al 13 ed al 27 Febbraio di quest’anno ed è previsto a breve anche un Forum sull’eventuale rilascio al pubblico dei dati sensibili che alcune aziende dovessero, per motivi commerciali, richiedere di non diffondere). In breve le due suddette norme ISO della serie 14000, attenendosi alla quale dovrebbero essere stati già rilasciati a livello mondiale ben 120.000 certificati, si occupano delle seguenti specifiche tecniche:
• UNI ISO 14064-1:2006 “Gas ad effetto serra – Parte 1: Specifiche e guida, al livello dell’organizzazione, per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione” (Greenhouse gases – Part 1: Specification with guidance at the organization level for the quantification and reporting of greenhouse gas emissions and removals)
• UNI ISO 14064-2:2006 “Gas ad effetto serra – Parte 2: Specifiche e guida, al livello di progetto, per la quantificazione, il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra o dell’aumento della loro rimozione” (Greenhouse gases – Part 2: Specification with guidance at the project level for the quantification, monitoring and reporting of greenhouse gas emission reductions and removal enhancements)
• UNI ISO 14064-3:2006 “Gas ad effetto serra – Parte 3: Specifiche e guida per la validazione e la verifica delle asserzioni relative ai gas ad effetto serra” (Greenhouse gases -Part 3: Specification with guidance for the validation and verification of greenhouse gas assertions).
• UNI ISO 14065: 2007 – specifica i requisiti per gli organismi di validazione e verifica dei gas ad effetto serra.
In una parte del Paper viene espresso il timore che l’omologazione del Sistema NGERS, rispetto agli standard internazionali, possa, per alcuni aspetti, venir meno in futuro, ma già il fatto che ci si preoccupi dell’eventualità appare a chi scrive un indizio di sufficiente flessibilità per poter un giorno apportare cambiamenti ove, di fatto, risultassero effettivamente necessari.

*Le emissioni*

I tipi di emissioni GHG da dichiarare obbligatoriamente sono i sei indicati nel protocollo di Kyoto – gli altri sono facoltativi.
Il Documento si occupa anche di Energia e di trasporto… (cf. sito web in bibliografia).
Le Emissioni vengono divise in tre categorie di emissioni: Emissioni Dirette –categoria 1 e 2- ed Emissioni Indirette (per la terza categoria, quella delle emissioni indirette, la dichiarazione è facoltativa per le Facility che non abbiano il cosiddetto organizational control in seno alla Corporation).
Categorie (Scopes)
Categoria 1: Emissioni di Co2, produzione di energia;
Categoria 2: energia consumata;
Categoria 3: emissioni indirette, quali quelle dovute al trasporto,
(secondo i parametri definiti dall’UNFCCC).
I cosiddetti Thresholds (stabiliti in base a studi di settore condotti nel Novembre 2006 – si consulti il memorandum nella finestra Legislation del sito del Department of Climate Change) ovvero le soglie entro cui le imprese emittenti sono tenute a rendicontare i loro livelli di Emissioni. Queste possono essere di categoria uno o due o tre, ma, se almeno una delle tre soglie è raggiunta, allora la rendicontazione si rende obbligatoria, per tutte e tre. Mentre se la Corporation non arriva a nessuna delle tre soglie ha la libertà, per ora, di scegliere se rendicontare o meno. Le soglie sono, per il primo anno finanziario (2008-2009), di 125 kilo tonnellate di anidride carbonica equivalenti (kt CO2-e), o 500 terajoules (TJ) di energia.
Per chi, confrontando le attuali soglie con quelle stabilite dalla Unione Europea, di 100 kt CO2-e, le dovesse considerare elevate, basti dire che scenderanno per l’anno finanziario 2009-2010 a 87.5 kt CO2-e o 350 TJ di energia ed a 50 kt CO2-e o 200 TJ di energia per l’anno finanziario 2010-2011.
Le suddette soglie forse potrebbero sembrare ancora non abbastanza restrittive ad alcuni, per esempio se si hanno in mente i livelli di abbattimento dei GHG che l’economista Ross Garnaut vorrebbe veder perseguire (del 60% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2050) e che ha suggerito recentemente in una dichiarazione pubblica ad Adelaide, ma senz’altro costituiscono un ottimo, solido, inizio. Peraltro il Sistema, dopo la creazione entro il 2008,di un apposito Australian Standard che codificherà i “carbon credits” (dicitura per ora ufficiosa) accettabili, si dimostra aperto ad apporti vari in questa fase, con la possibilità quindi di aggiungere, in progress, eventuali novità (degne di venire definite a pieno titolo carbon offsets) in vista di un nascituro AETS (Australian Emissions Trading Scheme).
Le Corporation con il cosiddetto organizational control possono decidere se rendicontare le emissioni delle proprie controllate con dati cumulativi anzichè scorporati, ossia relativi alle singole Facility.
Questo è un punto che, per esempio ai fini della ricerca, potrebbe anche rivelarsi nevralgico, come, del resto, anche la non divulgazione al pubblico, da parte di alcune aziende, dei dati ritenuti “sensibili”, per motivi commerciali. Un Forum specifico in merito dovrebbe aiutare a breve a decidere l‘indirizzo da seguire, almeno inizialmente in questa fase di rodaggio del Sistema.
Una Corporation non ha il dovere di inoltrare il report per una Facility che, per un dato anno (finanziario):
# comprenda meno del 2% dell’inventario del Corporate Group;
# emetta meno di 3 kt di CO2-e Green House Gases e
# produca meno di 12 TJ di energia e
# consumi meno di 12 TJ di energia.

*Le procedure*

L’ External Auditing si baserà sull’ ASAE 3000 (dell’Auditing and Assurance Standards Board) e verrà sviluppato dal cosiddetto GEDO (il Greenhouse and Energy Data Officer) e dal suddetto Ordine professionale in collaborazione anche con gli stakeholder.
Rimane da chiedersi se le meticolose operazioni necessarie per alcune delle suddette procedure saranno pazientemente completate dalle aziende (nonchè tollerate dalle stesse, vista la cavillosità insita in alcune prassi di rendicontazione ed auditing). Ma se il buongiorno si vede dal mattino, non dovrebbero sorgere problemi in tal senso, almeno nel breve-medio periodo, essendo stati già fissati i termini perentori per l’inoltro delle dichiarazioni ambientali NGRES di cui sopra, tramite il sistema automatizzato, on-line, OSCAR (Online System for Comprehensive Activity Reporting), al 31 del mese di ottobre di ogni anno – praticamente a quattro mesi dalla chiusura dell’anno finanziario locale, a giugno.
Il tipo di approccio nei confronti di chi non dovesse riportare esattamente i dati è ancora non-punitivo, ma, una volta a regime, dovrebbe cambiare, in concomitanza con l’istituzione dell’AETS.

*Gli sviluppi*

Sarà interessante seguire gli sviluppi della sopra esposta metodologia nelle sue varie fasi. Mi scuso anticipatamente con i lettori se nella fretta di sintetizzare e presentare i contenuti di Policy Paper e Technical Guidelines delle Regulations riguardanti il NGERS dovessi aver commesso qualche imprecisione. I giudizi espressi brevemente in questo articolo sui contenuti proposti in merito alla normativa (l’Act) ambientale da approvare a breve sono soggettivi e dunque, per ulteriori approfondimenti, si rimanda direttamente al sito www.climatechange.gov.au, che fornisce spiegazioni dettagliate ed al contempo chiare.

*Glossario NGERS*

*NGERS* – National Greenhouse and Energy Reporting System
*ABS* – Australian Bureau of Statistics
*AETS* – Australian Emissions Trading Scheme
*ANZSIC* – Australian and New Zealand Standard Industrial Classification
*CO2-e* – Carbon Dioxide Equivalent
*EEZ*- Exclusive Economic Zone
*EF* – Emissions Factor
*FES* – Fuel and Electricity Survey
*FTC* – Fuel Tax Credit
*GEDO* – Greenhouse and Energy Data Officer
*GHG* – Green House Gases
*GWP* – Global Warming Potential
*IPCC* – Intergovernmental Panel on Climate Change
*RIS* – Regulation Impact Statement
*OSCAR* – Online System for Comprehensive Activity Reporting
*UNFCCC* – United Nations Framework Convention on Climate Change

Fonti: “climatechange.gov.au”:http://www.climatechange.gov.au

_Si ringrazia la Taskforce del Department of Climate Change di Canberra per l’esaustiva e cortese collaborazione fornita_