• Articolo , 3 maggio 2010
  • Dall’Università di Nantes nuovi orizzonti per l’energia del sole

  • Un team di ricercatori francesi sta mettendo a punto due innovativi progetti di sviluppo dell’energia pulita. Nuovi captatori fotovoltaici e sottili pellicole studiate per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e degli impianti

(Rinnovabili.it) – Il futuro delle energie rinnovabili passa dal laboratorio di Termocinetica dell’Università francese di Nantes. Nell’ateneo, infatti, un team di ricercatori sta sviluppando due importanti progetti di ricerca sull’energia pulita, di cui uno in collaborazione con l’ _Istituto dei Materiali (IMN)_ , con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli edifici e creare nuovi modelli di captatori fotovoltaici. Da più di un anno i ricercatori stanno lavorando sul primo dei due progetti, facendo ricerca su sottili strati di pellicole di materiali dalle innovative proprietà. “Questi strati sottilissimi aprono nuovi scenari – ha spiegato Jalil Lahmar, membro associato del laboratorio di Termocinetica – perché hanno il vantaggio di essere allo stesso tempo duraturi e facilmente miniaturizzabili”.
Il primo programma di ricerca _CAPINNOV_, era stato lanciato lo scorso anno, con la finalità di mettere a punto captatori solari termici in miniatura. L’obiettivo dei ricercatori era migliorare l’efficienza energetica degli edifici proprio grazie a questi strati di pellicole fortemente sensibili alle temperature esterne, realizzati con costi inferiori rispetto a quelli da “produzione in serie”. Sempre dal gennaio 2009, inoltre, l’ateneo francese sta lavorando su un secondo programma si ricerca sulle celle fotovoltaiche. Sviluppato a l’ _IUT del Roche-sur-Yon_ , in collaborazione con l’Istituto dei Materiali, il programma cerca di creare una nuova generazione di captatori solari più duraturi e più piccoli. “A oggi – ha spiegato il professor Jalil Lahmar – siamo capaci di fabbricare unità che non superano il micrometro, con coefficienti di assorbimento molto elevati”. I risultati raggiunti dall’équipe di scienziati di Nantes sono stati già oggetto dell’interesse di molti gruppi industriali.