• Articolo , 13 ottobre 2010
  • Dalla Francia al Giappone: il giro del mondo si fa su una “bici solare”

  • E’ terminata lo scorso 7 ottobre a Tokyo la lunga maratona di Florian Bailly il giovane ciclista francese che ha percorso 10mila chilometri in sella a una bici equipaggiata con moduli fotovoltaici e batterie al litio che alimentavano un piccolo motore

(Rinnovabili.it) – L’impresa sembrava quasi impossibile sulla carta: viaggiare dalla Francia al Giappone pedalando per 10.000 chilometri, contando sulla forza delle gambe e su una bici “solare”. E invece Florian Bailly è riuscito a portare a casa non solo la “missione” ma anche un grande risultato dal punto di vista simbolico. Un viaggio di cui è stato pubblicato anche un “documentario video”:http://florianbailly.typepad.com/ che racconta la grande traversata che ha fatto valicare al ventiseienne ciclista francese Bailly, partito dalla Savoia lo scorso 5 giugno, anche la Pianura Padana, la Slovenia, la Croazia, la Serbia, la Romania, l’Ucraina e la Russia prima di arrivare a destinazione nella città di Tokyo lo scorso 7 ottobre. Un lungo percorso in cui Florian Bailly non ha messo alla prova solo le sue capacità fisiche ma anche un prototipo di “bici fotovoltaica” che è stato studiato e realizzato in collaborazione con l’Institut national de l’énergie solaire (INES).
Dopo una preparazione fisica e tecnica durata più di un anno e mezzo Bailly è salito in sella a questo speciale prototipo di bici equipaggiata con dei moduli fotovoltaici che hanno consentito di trasmettere l’energia prodotta a delle batterie a litio che erano state posizionate nella parte anteriore e posteriore della bicicletta. L’elettricità così immagazzinata ha alimentato un piccolo motore fissato sulla pedaliera consentendo al ciclista francese di accelerare la sua corsa. Proprio questo piccolo motore permette, in teoria, di percorrere una media di 115 chilometri ogni giorno invece degli 80-90 corsi grazie alla sola forza delle gambe. Bailly ha “guidato” per cinque ore ogni giorno e ha esposto ai raggi solari i moduli durante le pause per accelerare l’accumulo di energia.
Durante il lungo viaggio però non è mancata qualche difficoltà soprattutto in Kazakistan e in Kirghizistan e anche durante la lunga traversata del deserto cinese di Taklamakan, prima di fare tappa a Shanghai, dove è stato ricevuto presso l’Expo. “Ho impiegato quattro mesi per compiere questa impresa rispetto ai sei che sarebbero stati necessari con una bici normale” non ha mancato di sottolineare il ragazzo che ha poi lanciato una proposta per il futuro: un rally con bici “solari” dalla Francia al Giappone.