• Articolo , 15 maggio 2009
  • Dalla natura un nuovo modo di trasformare luce in energia

  • Un’interessante ricerca, pubblicata dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, apre nuovi orizzonti nel campo del fotovoltaico

(Rinnovabili.it) – Tra i diversi dispositivi per la trasformazione dell’energia solare, i “clorosomi”, gli apparati fotosintetici dei cosiddetti “batteri verdi” rappresentano una tipologia da analizzare con attenzione, sia per la loro semplice struttura che per la caratteristica di essere efficienti anche in condizioni di scarsa quantità di luce. Questi microrganismi, infatti, popolano in ambienti con una minima luminosità e potrebbero essere presi a modello per realizzare un nuovo approccio nella trasformazione di materiali nanostrutturati per la passare dalla luce del sole all’energia elettrica.
La scoperta di queste proprietà potrebbe quindi essere di grande utilità per un’inedita tipologia di celle solari. Infatti in questi tipi di batteri i clorosomi sono più grandi e con il maggior livello di efficienza nella raccolta della luce, dimostrandosi in grado di ospitare fino a 250.000 molecole di clorofilla.
Nella rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” un’equipe di ricercatori provenienti da vari paesi, spiega che la struttura di queste molecole potrebbe essere utilizzata per realizzare nuovi metodi per generare energia.
“Poiché sono [i clorosomi] composti da organelli di grandi dimensioni, eterogenei sotto il profilo della composizione, questi sono stati gli unici sistemi antenna fotosintetici per i quali non erano disponibili informazioni dettagliate relative alla loro struttura – riporta lo studio coordinato dal professor Huub de Groot dell’Università di Leida (Paesi Bassi) – Il nostro approccio prevedeva l’identificazione e il successivo confronto della struttura di un membro della classe dei clorosomi con il wild-type (WT), in modo da comprendere la funzione biologica di raccolta della luce del clorosoma”.