• Articolo , 7 marzo 2011
  • Dalla Regione 500 mila euro per percorsi ciclabili nelle aree protette

  • 500 mila euro per la realizzazione di una rete di oltre 400 chilometri di percorsi ciclabili all’interno dei Parchi e delle Riserve naturali poste a ridosso della via Emilia. Con un provvedimento approvato oggi, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Riqualificazione urbana Sabrina Freda, la Giunta Regionale ha finanziato interventi che saranno realizzati in nove Parchi […]

500 mila euro per la realizzazione di una rete di oltre 400 chilometri di percorsi ciclabili all’interno dei Parchi e delle Riserve naturali poste a ridosso della via Emilia. Con un provvedimento approvato oggi, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Riqualificazione urbana Sabrina Freda, la Giunta Regionale ha finanziato interventi che saranno realizzati in nove Parchi regionali (Stirone, Taro, Boschi di Carrega, Sassi di Roccamalatina, Gessi Bolognesi e Calanchi Abbadessa, Monte Sole, Abbazia Monteveglio, Vena Gesso Romagnola, Trebbia) e nella Riserva naturale della Cassa di espansione del Fiume Secchia.

Gli enti ammessi a finanziamento dovranno cofinanziare gli interventi con una quota parte non inferiore al 15% del costo complessivo.

“Si tratta di un modo sicuramente più responsabile, corretto e divertente di visitare i parchi della nostra regione”, sottolinea l’assessore Freda. “In Emilia-Romagna ci sono parchi e aree protette, spesso raggiungibili con facilità, che presentano curiosità naturalistiche e aspetti storico-culturali che non hanno nulla da invidiare ad altre aree forse più note”.
Il progetto è stato predisposto con la collaborazione del Cts (Centro turistico studentesco e giovanile) e prevede, oltre al miglioramento e restauro dei percorsi, sia interventi strutturali relativi alla segnaletica, agli arredi e alle attrezzature per il ciclo escursionismo, sia la realizzazione di interventi coordinati volti a promuovere la fruizione dei percorsi.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di incentivare l’utilizzazione delle aree protette in modo “dolce” e compatibile ecologicamente, per permettere di osservarne le valenze paesaggistiche e naturalistiche senza comprometterne gli ecosistemi più sensibili. Per lo stesso motivo, ogni percorso ciclabile è raggiungibile con facilità dalle stazioni ferroviarie più vicine.