• Articolo , 30 marzo 2010
  • Dalla Royal Commission consigli per un paese a prova di Clima

  • Servono maggiori dettagli sulle dotazioni per ospedali e strutture pubbliche, test che siano in grado di valutare le condizioni e piani a lungo termine per proteggere il paese dagli eventi meteo

(Rinnovabili.it) – Gli ospedali, l’industria energetica, le agenzie del governo e le altre istituzioni dovrebbero adottare nuove politiche e nuovi programmi sull’adattamento climatico per analizzare il livello di sicurezza e di salute. L’idea di un test per valutare i rispettivi bisogni scaturisce da un nuovo rapporto della Royal Commission on Environmental Pollution intitolato “Adapting Institutions to Climate Change” nel quale la Commissione, un organismo indipendente istituito nel 1970 nato per aiutare il governo a prendere decisioni in campo ambientale, sostiene la necessità di una prova per determinare le modalità con cui i nuovi progetti debbano tenere conto delle variabili e delle situazioni metereologiche più estreme.
Tra i candidati al test sono annoverate le industrie costiere come i porti, le centrali elettriche e le stazioni petrolifere, che dovrebbero essere studiate per esistere agli eventi climatici più impattanti e gli ospedali, affollati nei periodi di estrema calura.
John Lawton, a capo della Commissione ha dichiarato: “Se non adottiamo il test subito, il futuro potrebbe essere non piacevole e costoso”, sottolineando come l’inattività dal punto di vista della prevenzione potrebbe costare ai governo molto più che l’adozione di un nuovo sistema di valutazione di bisogni e dotazioni.
Il Regno Unito, secondo quanto scritto nel rapporto, avrebbe bisogno di pianificazioni a lungo termine soprattutto nei settori cruciali, come quello dell’energia ritenuto non pronto per affrontare le emergenze che potrebbero verificarsi a breve “Le recenti alluvioni e gli inverni ghiacciati hanno fatto emergere le lacune nella pianificazione e nelle infrastrutture che suggeriscono che non siamo in grado di far fronte agli eventi meteorologici estremi che si sono verificati, né tantomeno quelli che affronteremo nei prossimi decenni”.