• Articolo , 14 maggio 2008
  • Dalla sindrome “Nimby” alla cultura “Pimby”

  • Al via la seconda edizione del premio per le amministrazioni locali che scelgono di realizzare opere coniugando il rispetto delle regole con il consenso dei cittadini

E’ ormai da tempo che si sente parlare della cosiddetta sindrome Nimby (acronimo di not in my back yard, non nel mio cortile), l’atteggiamento di protesta organizzata delle comunità, contro opere che, pur riconosciute utili o necessarie, abbiano o si teme possano avere, un impatto negativo sui territori in cui verranno realizzate. Per diffondere una cultura alternativa ha preso il via il movimento “Pimby” (che sta per ‘please in my back yard’) che al contrario promuove un atteggiamento positivo nei confronti della realizzazione di opere che interessino la comunità. Ora in Italia torna per il secondo anno consecutivo l’omonimo concorso destinato alle amministrazioni locali che scelgano di realizzare opere coniugando il rispetto delle regole con il consenso dei cittadini. Rientrano nel premio Pimby 2008 tutti i progetti, presentati da Regioni, Province, Comuni e Enti Parco, che ricadano in una delle seguenti macro categorie di infrastrutture: energia, gestione dei rifiuti, mobilità. La valutazione prenderà in considerazione gli impatti sulle potenzialità di sviluppo del territorio, le politiche per la tutela dell’ambiente, processi di inclusione dei portatori di interessi (e loro riproducibilità), la velocità di realizzazione e rispetto della tempistica legata all’iter decisionale e la capacità di coordinamento e raccordo dei processi amministrativi. I diversi progetti devono riguardare opere che siano state pienamente autorizzate, cantierizzate o realizzate nel quinquennio 2003-2008 e devono pervenire alla segretaria di associazione Pimby entro il 30 settembre di quest’anno. Il bando completo del Premio è disponibile online sul sito “www.pimby.it”:http://www.pimby.it/