• Articolo , 29 ottobre 2010
  • Dalla UE le linee guida per riconciliare eolico e biodiversità

  • Potočnik: “Lo scopo è quello di assicurare che gli obiettivi legati all’energia rinnovabile siano raggiunti nel pieno rispetto della normativa UE sulla protezione delle specie naturali”

(Rinnovabili.it) – La tecnologia eolica, ormai da tempo, si porta dietro le critiche di quanti vedono nelle mega istallazioni un serio pericolo per salute della fauna locale ed in particolare modo per stormi migratori. Per una potenza come l’Unione Europea, che dell’energia del vento intende fare una delle sue eccellenze comunitarie e assicurarsi una posizione di leadership di fronte a paesi come Usa e Cina, il rapporto eolico-specie animali è quanto mai delicato. Pur ritenendo che gli aerogeneratori non rappresentino una minaccia vera e propria per l’avifauna, Bruxelles è pienamente cosciente che una cattiva progettazione o l’istallazione poco attenta di wind farm sul territorio abbia la capacità di incidere negativamente su specie e habitat vulnerabili. Per questo motivo la Commissione ha rilasciato questa mattina le “linee guida”:http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/guidance_en.htm per la realizzazione dei parchi eolici in aree naturali protette, vale a dire quelle che possiedono un prezioso e ricco patrimonio di biodiversità da tutelare.
“I nuovi orientamenti – ha affermato Janez Potočnik, commissario europeo per l’ambiente – forniranno agli Stati membri e all’industria indicazioni più chiare su come sviluppare attività e parchi eolici che rispettino i requisiti Natura 2000. Non sono stati apportati cambiamenti alla normativa o alle politiche in materia, si tratta semplicemente di indicazioni più precise sulla legislazione vigente. Lo scopo è quello di assicurare che gli obiettivi legati all’energia rinnovabile siano raggiunti nel pieno rispetto della normativa UE sulla protezione delle specie naturali”.
Natura 2000 è la rete ecologica istituita a livello transnazionale dalla direttiva “Habitat” e costituita da circa 26.000 siti suddivisi tra i 27 Stati membri; tale progetto costituisce una delle chiavi principali della politica dell’Unione Europea in materia di biodiversità ed è determinato ad assicurare la conservazione e l’uso sostenibile di aree naturali così come la sopravvivenza a lungo termine degli ecosistemi maggiormente in pericolo.
In tal senso le linee guida fornite oggi serviranno ad evitare eventuali contrasti tra la presenza di impianti eolici e siti ad alto valore di diversità biologica; il documento sottolinea l’importanza di una programmazione strategica ed una valutazione adeguata e di qualità per ogni singolo progetto che ne minimizzi l’impatto sulla natura e fornisce esempi di best practies europee che abbiano già dato prova di una perfetta integrazione delle istallazioni eoliche con il territorio.