• Articolo , 18 novembre 2008
  • Dalle associazioni delle rinnovabili “Una proposta per l’Europa”

  • ANEV, FEDERPERN, FIPER, Greenpeace, ISES Italia, ITABIA chiedono al Governo italiano che fornisca gli strumenti per il raggiungimento degli obiettivi al 2010 in attesa della definizione di quelli del 2020

Le posizioni assunte dal governo italiano sulla direttiva europea “20-20-20” hanno fin dai primi giorni suscitato la viva opposizione di quanti credono nel pacchetto clima e energia anche in termini di potenzialità di sviluppo. L’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), FEDERPERN (Federazione Produttori Energie Rinnovabili), FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabile), Greenpeace, ISES Italia, ITABIA (Italian Biomass Association) tornano ora sull’argomento, attraverso un documento congiunto inviato all’attenzione del Governo italiano con cui chiedono all’unisono la definizione di politiche adeguate allo sviluppo del settore delle rinnovabili sia in sede nazionale che comunitaria. Le associazioni firmatarie sono convinte che i costi connessi al perseguimento degli obiettivi UE saranno compensati nei prossimi 12 anni dai vantaggi conseguibili in materia di efficienza, occupazione e crescita economica, nonché dal raggiungimento di significativi risultati nella salvaguardia e nella promozione dell’ambiente. Benefici che tuttavia non si ha alcuna stima nelle valutazioni governative. Considerando i ritardi che l’Italia ha accumulato rispetto agli impegni derivanti dal protocollo di Kyoto nonché agli obiettivi della Direttiva Comunitaria 2001/77/CE in tema di fonti rinnovabili e il cui disattendimento comporterà al Paese ingenti penali, le associazioni sottolineano come sia “comunque scelta obbligata adoperarsi per una cospicua accelerazione dello sforzo in atto per lo sviluppo delle fonti rinnovabili”. “Mettere infatti un freno al programma di sviluppo delle fonti rinnovabili – si legge nel documento – proprio in una fase in cui si stava finalmente assistendo al suo decollo e con questo al moltiplicarsi di nuova imprenditorialità, comprometterebbe uno dei comparti, oltre tutto high tech, ancora in espansione”. Focus sull’efficienza energetica ritenuta dagli enti firmatari strettamente connessa all’impulso del settore accogliendo “con grande soddisfazione il Decreto Edifici dell’11 Marzo 2008 e la decisione di delegare all’Enea la gestione di tale misura. E’ necessario continuare su questa strada e rendere attuativi provvedimenti che premino le tecnologie più performanti in termini di rendimenti nella produzione di energia elettrica e termica”. “Il comparto – conclude il documento – ha quindi necessità non di minor supporto allo sviluppo delle fonti rinnovabili, bensì di politiche qualitativamente e quantitativamente più avanzate, che garantiscano al settore la stabilità e la continuità necessarie a consentirgli di contribuire nell’interesse del Paese a una crescita economica e sociale compatibile con l’ambiente”.