• Articolo , 12 novembre 2009
  • Dalle piante oleaginose l’alternativa ai combustibili fossili

  • L’idea del progetto è stata quella di creare nuovi riferimenti per le agroenergie attraverso la realizzazione di carburanti alternativi o affini ai più dannosi combustibili fossili.

(Rinnovabili.it) – Produrre olio vegetale puro come opzione alternativa all’uso dei tradizionali combustibili fossili o come loro semplice compensazione. Questo è il resoconto finale dell’approfondita ricerca “Energia rinnovabile ed agricoltura per uno sviluppo sostenibile: i risultati di 3 anni di ricerca”, che ha visto la sua conclusione stamane a Roma. Precedentemente la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea attraverso il Programma LIFE Ambiente, aveva promosso un progetto chiamato “Life-Voice (Vegetable Oil Initiative for a Cleaner Environment)”:http://www.isesitalia.it/proj/pi_2007002.pdf per l’avvio di procedure analitiche volte a migliorare l’evoluzione della filiera energetica corta, progetto di cui il ‘workshop’ fa parte. Le ricerche in campo scientifico e tecnologico sono alla base di questo programma per far si che l’energia pulita una volta prodotta attraverso fonti nuove, venga applicata e coinvolta in strutture agricole dedicate che possano dichiararsi a ‘impatto zero’, nel principio condiviso di rendere autonome dal punto di vista energetico le proprie funzionalità.
L’adeguamento di tali apparecchiature all’utilizzo dei nuovi carburanti ecologici come ad esempio gli oli vegetali puri, non possono che condurre verso un risparmio economico e ambientale certi. Lungo il corso di vita dell’ampia analisi sulle agroenergie, sono state esaminate con scrupolosità differenti tipi di colture come il girasole ed altre piante oleaginose simili (lino, colza e camelina); dalla lavorazione di queste, l’olio estratto tramite apparecchi dedicati ha permesso di raggiungere una soglia di rendimento molto alta specie in applicazioni come motori diesel, bruciatori e microturbine.
Il Presidente di Ises Italia, G.B. Zorzoli ha evidenziato che l’area di interesse per le bioenergie ha bisogno “non sono solo un progresso tecnologico, ma anche un passo avanti verso la sostenibilità”.
In aggiunta, durante lo svolgimento dell’incontro si è anche parlato della stabilità che il ramo energetico richiede in termini di garanzie, approfondimenti, incentivi e norme, con l’intento preciso di una diffusione più ampia nel settore agricolo e più in generale in quello industriale che vedrebbe ridotti di molto i costi di produzione.