• Articolo , 15 dicembre 2009
  • Dall’ISPRA l’indagine sulla percezione dell’inquinamento indoor

  • Grazie all’indagine si è arrivati alla conclusione che i cittadini, a seconda dello stato sociale, del livello di istruzione e del sesso di appartenenza, percepiscono in modo diverso l’inquinamento indoor, ma tutti ne sono consapevoli

(Rinnovabili.it) – A seguito dell’indagine condotta dall’ISPRA in collaborazione con il Dipartimento RISMES “Gianni Statera” – Art – Laboratorio di ricerca “Ambiente, Rischio e Territorio” e presentata oggi a Roma, presso la Facoltà di Sociologia dell’Università La Sapienza, si è venuti a conoscenza del fatto che gli italiani non si sentono al riparo dell’inquinamento neanche all’interno delle mura domestiche.
Ad essere presi a campione per l’indagine “La percezione del rischio da inquinamento indoor: indagine in due municipi di Roma”:http://www.isprambiente.it/site/_files/pubblicazioni/Quaderno_1_09_indoor.pdf sono stati i cittadini di due Municipi di Roma: il 20,4% si è rivelato poco o per niente al sicuro dall’inquinamento in casa, mentre il 33,3% ha dichiarato di credere che l’aria presente all’interno della propria abitazione sia malsana a causa (per il 77,6%) dell’utilizzo di insetticidi, prodotti detergenti, fumo passivo e vernici.
I cittadini sono quindi sempre più consapevoli del rischio di inquinamento ‘indoor’ determinato anche, secondo gli intervistati, dall’età degli edifici: i meno salubri sono risultati, secondo la percezione degli inquilini, gli stabili costruiti tra il 1946 e il 1960 seguiti da quelli risalenti al periodo precedente (1919) mentre i più tranquilli si sono dimostrati i residenti delle abitazioni di ultima generazione, realizzati dopo il 1991.
La percezione di respirare un’aria meno sana è legata anche alla posizione delle strutture che, se situate in zone isolate danno l’impressione che ci sia meno inquinamento, impressione che però cambia anche a seconda del sesso dell’intervistato: le casalinghe, i giovani e i più istruiti hanno una percezione medio-alta delle fonti interne dell’inquinamento domestico.
Importante il ruolo della condizione economica nella percezione del rischio: chi è a “reddito fisso” si è rivelato meno disponibile e sensibile ad azioni contro l’inquinamento indoor rispetto ai lavoratori autonomi e a coloro che hanno un elevato titolo di studio.