• Articolo , 4 novembre 2008
  • Dall’Opec conferma sui tagli alla produzione del petrolio

  • Se si vuole un prezzo stabile del petrolio tra i 70 e i 90 euro, dicono gli associati dell’Opec, occorrerà inevitabilmente tagliare la produzione del greggio

All’Opec, sostengono, non hanno altre strade e dovranno effettuare tagli alla produzione affinché il prezzo del petrolio possa stabilizzarsi nella fascia dei 70-90 dollari al barile. Lo ha affermato il presidente Opec, Chakib Khelil, anche ministro algerino dell’energia, che in un’intervista alla radio di stato ha ribadito come il successo della politica dei tagli, dipenda soprattutto dall’Arabia saudita. Infatti se i sauditi prendono tempo facilmente si avranno ricadute sui mercati.
A Vienna nel summit del 24 ottobre l’Opec aveva infatti annunciato tagli per un milione e mezzo di barili al giorno, (il 5% circa della produzione attuale) a partire dal primo novembre.
“Penso che è questo che attendono adesso i mercati – spiega il segretario Khelil – vedere se effettivamente avviene una riduzione o se sono solo parole. I prezzi reagiscono a quello che avviene sui mercati. Finora – ha proseguito – l’Arabia saudita non ha ancora informato i suoi clienti dei tagli concordati, mentre tutti gli altri paesi membri lo hanno fatto. Io stesso di persona ho scritto a tutti i paesi membri di procedere all’attuazione perché é l’unico modo per fare credere al mercato che facciamo sul serio sulle decisioni di Vienna. Tutto dipende dall’economia mondiale aggiunge poi Khelil, in merito alle quotazione del greggio – Se continua a peggiorare è chiaro che scemerà la domanda di mercato e i prezzi tenderanno a scendere… Sul lungo periodo, fra due o tre anni, possiamo dire che vedremo i prezzi muoversi al rialzo perché ci sono progetti petroliferi che sono stati annullati”