• Articolo , 12 maggio 2011
  • De Capitani: ok agroenergie, ma prima il cibo

  • “Non c’è nessuna volontà dell’Assessorato di stravolgere il ruolo tradizionale dell’agricoltura, che è quello di produrre cibo, ma non si può trascurare la possibilità di integrare il reddito con lo sviluppo delle agroenergie”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani, intervenendo al convegno ‘Agroenergie e Ambiente. Esperienze di una filiera giovane’, […]

“Non c’è nessuna volontà dell’Assessorato di stravolgere il ruolo tradizionale dell’agricoltura, che è quello di produrre cibo, ma non si può trascurare la possibilità di integrare il reddito con lo sviluppo delle agroenergie”.
Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani, intervenendo al convegno ‘Agroenergie e Ambiente. Esperienze di una filiera giovane’, organizzato dalla Direzione Generale Agricoltura in collaborazione con la Fondazione Minoprio. Erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Luca Gaffuri, il presidente del Distretto Agroenergetico Lombardo Aldo Dejas, il numero uno di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine e i rappresentanti delle quattro Organizzazioni professionali. In tema di agroenergie collaborano le Direzioni generali Agricoltura, Ambiente, Sistemi Verdi e Territorio.
“Con 116 impianti di biogas attivi, 134 in costruzione e 70 in autorizzazione – ha continuato l’assessore – Regione Lombardia è al primo posto nel Paese per numero di realizzazioni. Per tutti l’obiettivo è quello di tutelare l’ambiente e la produzione”. Rispondendo alle preoccupazioni del mondo agricolo, l’assessore ha precisato: “Penso che gli impianti fotovoltaici possano essere realizzati solo in sostituzione ai tetti in fibrocemento o in aree assolutamente non vocate all’agricoltura”.
L’assessore in tema di applicazione della Direttiva nitrati ha ricordato anche l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni dell’accordo per la predisposizione di uno studio finalizzato all’aggiornamento delle zone vulnerabili e alla definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi. “Per le aziende zootecniche, specie nelle zone vulnerabili ai nitrati – ha sottolineato De Capitani – le agroenergie possono rappresentare, oltre che un’integrazione del reddito, una possibilità di migliore gestione dei reflui, Stiamo infatti sperimentando tecniche innovative per abbattere l’azoto sia in stalla che in campo”.
“Come assessore – ha affermato De Capitani – sono fortemente impegnato a tutelare il suolo agricolo con l’obiettivo di non scendere in Lombardia sotto la soglia di 1 milione di ettari. Stiamo lavorando a una proposta legislativa che ne regoli la tutela e ne preveda un’adeguata compensazione là dove siano necessarie opere pubbliche irrinunciabili”.