• Articolo , 7 aprile 2011
  • Decreto rinnovabili, silenzio da Roma. Bramerini: “Siamo preoccupati”

  • ”Siamo preoccupati perché ad oggi da Roma non ci è stata inoltrata alcuna ipotesi di un nuovo conto energia contrariamente a quanto annunciato nell’incontro di due settimane fa, con i ministri interessati, in cui fu garantito che, al massimo entro la settimana successiva le Regioni e gli Enti Locali avrebbero avuto una bozza di decreto […]

”Siamo preoccupati perché ad oggi da Roma non ci è stata inoltrata alcuna ipotesi di un nuovo conto energia contrariamente a quanto annunciato nell’incontro di due settimane fa, con i ministri interessati, in cui fu garantito che, al massimo entro la settimana successiva le Regioni e gli Enti Locali avrebbero avuto una bozza di decreto su cui confrontarsi”.

Lo dichiara l’assessore regionale ad ambiante e energia Anna Rita Bramerini a distanza di due settimane dall’incontro con i ministri Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo sul decreto sulle rinnovabili che tante polemiche ha suscitato a causa dell’introduzione di modifiche alle tariffe incentivanti del Conto Energia per il fotovoltaico e che la Regione Toscana ha definito in più sedi “una catastrofe”.

“Quando ci siamo incontrati – continua Bramerini – i ministri si sono impegnati a studiare il problema e a ipotizzare una riduzione graduale degli incentivi entro il 31 dicembre 2011, con una più significativa riduzione nel 2012. Auspichiamo che presto arrivino buone notizie”.

Già quando il decreto era in discussione l’assessore Bramerini e l’assessore regionale alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini avevano chiesto al governo di rivedere l’ipotesi di taglio agli incentivi facendo rilevare la forte preoccupazione per i contraccolpi che questo avrebbe avuto sull’economia e l’ambiente della Toscana, dove si sono insediate e si stanno insediando diverse imprese nel settore delle energie rinnovabili che rischierebbero di chiudere i battenti.

Immediatamente dopo l’approvazione del decreto, il 3 marzo scorso, era stato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a scrivere al ministro Romani chiedendo una modifica del testo. Contemporaneamente Rossi aveva inviato una lettera anche al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, perché, considerando sia i contenuti che la totale assenza di un confronto con le Regioni, la Conferenza discutesse della questione e assumesse iniziative immediate.