• Articolo , 29 aprile 2010
  • Deepwater Horizon: la macchia nera continua a espandersi!

  • Dopo l’affondamento della piattaforma a largo del Golfo del Messico, a seguito dell’esplosione avvenuta il 21 aprile scorso, l’allarme non si placa a causa della continua fuoriuscita di greggio.

(Rinnovabili.it) – Si tratta del più devastante disastro petrolifero della storia, maggiore dell’incidente della Haven avvenuto nel 1991 al largo di Genova. Quattro i robot sottomarini che tentano di chiudere il pozzo di petrolio sito a 1.500 metri di profondità. Ma, nonostante gli sforzi della Guardia costiera americana, la macchia di greggio continua ad espandersi, raggiungendo ormai gli oltre 1000 km di circonferenza. Secondo previsioni della stessa guardia costiera, l’onda nera potrebbe raggiungere la costa entro la fine della settimana. Attualmente infatti si trova a poco più di 60 km dalle coste della Louisiana, se non fermata in tempo potrebbe amplificare notevolmente i danni ambientali, andando a danneggiare un ecosistema già delicato. Molteplici gli sforzi per limitare l’imminente disastro, infatti esperti e tecnici della Bristish petroleum stanno lavorando alla costruzione di una gigantesca cupola da porre sulla bocca del pozzo. In alternativa si sta prendendo in considerazione la possibilità di dare fuoco alla perdita generando un incendio controllato. “Voglio dirlo senza mezzi termini: gli sforzi della BP non hanno ancora avuto successo” ha dichiarato il contrammiraglio Mary Landry “se non mettiamo in sicurezza il pozzo, questa sarà una delle più gravi fuoriuscite della storia del Paese”. Alessandro GiannÌ, direttore delle campagne di Greenpeace, ha espresso la sua opinione in merito: “Decenni di maree nere non ci hanno insegnato niente: in Italia, il Governo continua a rilasciare autorizzazioni a valanga, soprattutto in Adriatico e, da ultimo, anche al largo delle Isole Tremiti. Ormai è tempo di dedicarsi davvero alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica. Così, invece di uccidere i lavoratori, potremmo creare migliaia di posti di lavoro”.