• Articolo , 23 maggio 2011
  • Defra, il climate change minaccia le infrastrutture energetiche

  • Un rapporto del Defra mette in luce i danni che il cambiamento climatico sta portando e potrebbe arrecare in futuro alle infrastrutture energetiche

(Rinnovabili.it) – I rischi derivanti dal cambiamento climatico potrebbero influenzare il funzionamento delle infrastrutture energetiche e, nel caso specifico di uno studio condotto dal Defra, degli impianti che producono energia attraverso la lavorazione dei rifiuti.
Il segretario britannico all’ambiente Caroline Spelman ha sottolineato l’importanza di un’azione imminente a tutela e protezione delle strutture e delle infrastrutture energetiche dalle conseguenze e dai danni legati al climate change, come ad esempio eventi meteo di particolare intensità e forza. A tal proposito il Defra ha avviato e presentato uno studio che ha analizzato le potenziali e più probabili tra le cause e le conseguenze a danno delle infrastrutture e degli stabilimenti, che hanno un’importanza fondamentale in fatto di produzione e sicurezza energetica, tra cui gli impianti waste-to-energy.
“Dovrebbero essere investite 200 miliardi di sterline nelle infrastrutture del Regno Unito nei prossimi cinque anni, ma se le strutture che sostengono la nostra società non sono in grado di far fronte alle inondazioni, alla siccità e ai gelidi inverni i soldi saranno stati sprecati” ha dichiarato la Spelman specificando che le “infrastrutture hanno una vita media che va dai 50 ai 100 anni, quindi devono essere progettate per funzionare a lungo nel tempo, quando il clima potrebbe essere molto diverso”.
Il rapporto “*Climate Resilient Infrastructure*”:http://www.defra.gov.uk/publications/2011/05/09/climate-resilient-infrastructure/ sottolinea le sfide che dovranno affrontare comparti come l’energia, l’acqua, i trasporti e l’ICT stabilendo, al contempo, gli interventi più adatti che i proprietari, i gestori, gli operatori e i funzionari di Governo potrebbero adottare per preservare l’integrità e la funzionalità degli stabilimenti, puntando anche ad una maggiore attenzione all’informazione su rischi e i pericoli correlati ad una gestione superficiale delle strutture in relazione ai cambiamenti climatici e alle conseguenze correlate.