• Articolo , 30 marzo 2011
  • Defra, mucche a dieta per ridurre le emissioni di metano

  • Somministrando al bestiame i giusti alimenti si potrebbero ridurre le emissioni del comparto del 41%. Lo rivela uno studio condotto dal Defra

(Rinnovabili.it) – Mettere le mucche a dieta potrebbe salvarci da un’ulteriore innalzamento della temperatura? Lo sperano i ricercatori del Defra, il Dipartimento britannico per l’Ambiente, il Cibo e gli Affari Rurali dopo aver scoperto che il bestiame nutrito con mais insilato, ovvero foraggio conservato con una particolare tecnica che ne impedisce l’acidificazione, avena nuda e erba zuccherina, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae producono un quantitativo inferiore di emissioni di metano.
Modificare quindi l’alimentazione di mucche e pecore potrebbe portare ad un riduzione del 41% degli inquinanti prodotti dal comparto che sul territorio nazionale influiscono per il 4,5% del totale di gas serra emessi.
Il fenomeno, il cui impatto è ritenuto notevole a livello globale ha addirittura spinto l’Onu ad abbozzare una tassa per le emissioni generate dalle mandrie e dalle greggi, nota come _*far tax*_.
Le analisi si stanno svolgendo in tutto il pianeta nel tentativo di ridurre drasticamente i livelli di metano associati al comparto agricolo e in paesi come Canada e Australia si stanno monitorando i capi di bestiame mediante l’utilizzo di “recinti laser”:http://www.rinnovabili.it/il-canada-sperimenta-un-laser-per-il-controllo-del-metano-bovino801843 che riescono a quantificare il metano prodotto dalle mucche mentre stazionano all’interno delle palizzate mentre ricercatori tedeschi sostengono di aver prodotto una speciale pillola in grado di ridurre il rilascio del gas inquinante in atmosfera.
Ma lo studio presentato oggi, redatto grazie alla collaborazione della Reading University e dell’Institute of Biological, Environmental and Rural Sciences sostiene che vi sia un modo molto più semplice per ridurre l’impronta di carbonio degli allevamenti variando la dieta alimentare somministrata quotidianamente. Il mais insilato, ad esempio, riesce a ridurre di una quota compresa tra il 25 e il 75% le emissioni di gas per chilo di peso del capo di bestiame, mentre nutrendo gli animale con erba zuccherina il metano emesso scende del 20% per chilo. Allo stesso modo, le pecore hanno prodotto un terzo delle emissioni di metano in meno dopo aver mangiato avena nuda.
Lo studio si conclude affermando che i benefici ottenuti modificando le diete animali ‘dovranno essere confrontati con altri impatti ambientali, nonché i con potenziali costi e con la praticità.
Tuttavia, il ministro dell’Agricoltura Jim Paice ha accolto positivamente i risultati: “E’ molto eccitante che questa nuova ricerca abbia scoperto che semplicemente cambiando il nostro modo di alimentare gli animali da fattoria abbiamo il potenziale per fare una grande differenza a livello ambientale”.