• Articolo , 21 gennaio 2010
  • Dichiarazione dei tagli alle emissioni il 31 gennaio

  • Le dichiarazioni sui tagli alle emissioni di gas serra decise a Copenhagen scadono il 31 gennaio. O meglio scadevano, visto che lo stesso de Boer la definisce una “soft-deadline”.

(Rinnovabili.it) – Ormai quando si parla di impegni da prendere in merito all’emergenza climatica, non c’è più da fidarsi delle dichiarazioni di nessuno. E’ stato dimostrato ampiamente alla Conferenza di Copenhagen e lo dimostra ora una nota di Yvo de Boer, segretario esecutivo della Convenzione sul clima delle Nazioni Unite (Unfccc) annunciando a Bonn, in una conferenza-stampa, che “la data del 31 gennaio 2010″, stabilita come termine ultimo per dichiarare il proprio programma di riduzione dei gas serra da parte dei paesi industrializzati, non è più una scadenza ineludibile.
Il segretario l’ha addirittura definita “ flessibile e credo che potremmo chiamarla una soft deadline. Il 31 – ha poi continuato de Boer – i paesi industrializzati sono chiamati a dire, se sono tra i firmatari dell’accordo di Copenaghen, quali sono i loro obiettivi di riduzione, e, per i paesi in via di sviluppo, quali saranno le loro politiche di riduzione”.
Ma de Boer fa un’aggiunta di non poco conto: ”Potranno rispondere alla data richiesta o più tardi. E’ una data limite soft, non credo comunque che tutti la rispetteranno”.
E’ l’ennesima dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno, che nella conduzione di questi negoziati sul clima l’Onu ha scelto una linea morbida, forse per non esasperare il confronto. Ma certo queste date poi smentite, questi appuntamenti rimandati non fanno sospettare che manchi l’autorevolezza necessaria che la gravità del momento imporrebbero. Invece, evidentemente, prevalgono interessi particolari che finiscono per influenzare anche le Nazioni Unite che dovrebbero invece essere il pungolo e il controllore che tappe e appuntamenti vengano rispettati.