• Articolo , 11 marzo 2008
  • Dieci ore di luce dalla borsa fotovoltaica

  • Da uno degli accessori femminili irrinunciabili arriva la soluzione al problema della mancanza di luce per quelle comunità ubicate in aree remote del pianeta

Le applicazioni della tecnologia solare sono in continuo fermento. Lo dimostra l’ultima invenzione della Kennedy & Violich Architecture di Boston: infatti in collaborazione con la Global Solar Energy di Tucson (Arizona) è stata messa a punto una borsa capace di immagazzinare il calore dei raggi solari, mentre il proprietario va a spasso, e rilasciarlo la sera sotto forma di luce. L’accessorio “assorbi-luce”, più che per il mondo della moda, è stato pensato per quegli abitanti di comunità africane e australiane che, a causa dell’isolamento, non sono raggiunte dall’energia elettrica. La borsa utilizza piccole celle solari, legate alla superficie della fodera, che trasmettono l’energia ottenuta a delle batterie cucite all’interno. Una volta sopraggiunto il buio, le batterie alimentano i diodi interni (70 watt) per un periodo 10 ore, ogni 3 di esposizione al sole. Inoltre un sistema di canalizzazione dell’energia, composto da sensori e interruttori, permette un’equa distribuzione della carica, anche se una parte della borsa rimane al buio. Già sperimentata presso gli Hichol, comunità Amerinda della Sierra Madre, la borsa verrà messa in vendita a 50 dollari.