• Articolo , 3 marzo 2008
  • Dimas: si può ridurre la CO2 e rimanere competitivi

  • La lotta al riscaldamento climatico e la competitività dell’economia europea sono obiettivi che possono marciare di pari passo. Il commissario europeo all’ambiente ribadisce la sua convinzione riguardo al piano definito dalla Commissione Ue lo scorso 23 gennaio

A chi storce il naso di fronte al piano europeo per ridurre le emissioni a effetto serra, preoccupato per le eventuali ricadute sull’economia, il commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas è pronto a rispondere. “I nostri sforzi per ridurre le emissioni di Co2 sono pienamente compatibili con gli sforzi per migliorare la crescita economica” – ha detto Dimas – “Anzi, sono convinto che questo impegno possa aiutare la competitività dell’Europa”. La dichiarazione arriva dall’incontro con il consiglio dei ministri dell’ambiente della Ue, nel corso del quale diversi stati membri hanno espresso dubbi sul piano d’azione dell’esecutivo europeo contro il cambiamento climatico, che prevede, tra l’altro, di fare pagare a partire dal 2013 alle industrie più inquinanti le quote di emissione di Co2, finora scambiate gratuitamente, e di inserire nel sistema europeo di scambio delle emissioni anche settori finora esclusi, come i trasporti, l’agricoltura e l’edilizia. “Le misure previste rischiano di avere impatti negativi per il livello di vita dei cittadini e per la nostra competitività”, ha detto il ministro polacco Maciej Nowicki, mentre dal lussemburghese, Lucien Lux, arriva anche l’accusa della non tenuta in considerazione delle particolarità nazionali. Ma il commissario europeo non si stupisce: “Ci sono divergenze di vedute, ma direi che ciò è normale, considerata la complessità del pacchetto di misure” – ha commentato Dimas – “Per la nostra prospettiva, è cruciale arrivare ad un accordo globale a livello internazionale a Copenaghen, entro la fine del 2009”.