• Articolo , 21 gennaio 2010
  • Direttiva 2002/91/CE

  • _La direttiva promuove per gli stati membri una maggiore efficienza energetica degli edifici per conformarsi al protocollo di Kyoto._ Come espresso al Punto 3 3) l’aumento del rendimento energetico occupa un posto di rilievo nel complesso delle misure e degli interventi necessari per conformarsi al protocollo di Kyoto e dovrebbe far parte integrante anche dei […]

_La direttiva promuove per gli stati membri una maggiore efficienza energetica degli edifici per conformarsi al protocollo di Kyoto._

Come espresso al Punto 3
3) l’aumento del rendimento energetico occupa un posto di rilievo nel complesso delle misure e degli interventi necessari per conformarsi al protocollo di Kyoto e dovrebbe far parte integrante anche dei pacchetti di proposte volte ad assolvere agli impegni assunti in altre sedi.
Interessante anche il punto 10
10) Il rendimento energetico degli edifici dovrebbe essere calcolato in base ad una metodologia, che può essere differenziata a livello regionale, che consideri, oltre alla coibentazione, una serie di altri fattori che svolgono un ruolo di crescente importanza, come il tipo di impianto di riscaldamento e condizionamento, l’impiego di fonti di energia rinnovabili e le caratteristiche architettoniche dell’edificio. L’impostazione comune di questa analisi, svolta da esperti qualificati e/o accreditati, la cui indipendenza deve essere garantita in base a criteri obiettivi, contribuirà alla creazione di un contesto omogeneo per le iniziative di risparmio energetico degli Stati membri nel settore edile e introdurrà un elemento di trasparenza sul mercato immobiliare comunitario, a beneficio dei potenziali acquirenti o locatari dell’immobile.
Al punto 12 dà indicazioni sugli edifici
12) Poiché gli edifici influiscono sul consumo energetico a lungo termine, tutti i nuovi edifici dovrebbero essere assoggettati a prescrizioni minime di rendimento energetico stabilite in funzione delle locali condizioni climatiche. […] la fattibilità tecnica, ambientale ed economica dei sistemi energetici alternativi dovrebbe essere accertata una volta, ad opera dello Stato membro, mediante uno studio che indichi un elenco di misure di conservazione dell’energia, per condizioni medie di mercato locale, che soddisfino criteri relativi al rapporto costi/efficacia. Se la o le misure sono considerate fattibili, prima dell’inizio dei lavori possono essere necessari studi specifici.
In allegato la direttiva riporta un quadro generale per il calcolo del rendimento energetico degli edifici.

“Scarica il testo della legge”:http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/dir91-02.pdf