• Articolo , 3 giugno 2011
  • Dodici centrali mini-idro nascono sulle briglie dell’Arno

  • Tra pochi giorni sapremo il nome dell’impresa che si è aggiudicata il project financing per il ripristino di 12 briglie sul tratto fiorentino dell’Arno e la loro contemporanea trasformazione in piccole centrali idroelettriche di ultima generazione. “Si tratta di un progetto innovativo, unico in Europa per dimensioni e modalità, voluto fortemente dalla Provincia di Firenze […]

Tra pochi giorni sapremo il nome dell’impresa che si è aggiudicata il project financing per il ripristino di 12 briglie sul tratto fiorentino dell’Arno e la loro contemporanea trasformazione in piccole centrali idroelettriche di ultima generazione.
“Si tratta di un progetto innovativo, unico in Europa per dimensioni e modalità, voluto fortemente dalla Provincia di Firenze superando in maniera non scontata anche alcuni ostacoli giuridici, che si pone molteplici obiettivi – spiegano il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e l’assessore all’Ambiente, Renzo Crescioli – Prima di tuttoconiugare l’innovazione tecnologica allo sfruttamento delle energie rinnovabili, far risparmiare all’ente pubblico le spese per il ripristino delle pescaie, introitare nuove risorse economiche nelle casse pubbliche da destinare alle opere di difesa del suolo , e infine aumentare la sicurezza dell’area e favorire il recupero di un rapporto positivo tra i cittadini e il più grande fiume della Toscana. L’aggiudicazione è ormai alle ultime battute ed avverrà entro la metà del mese di giugno. L’aggiudicatario avrà una prima concessione di 18 annualità a fronte di un investimento di circa 98.000.000 €. Il project ha preso avvio nel 2008. Grazie alla riqualificazione delle 12 briglie si realizzeranno 65.147.000,00 Kwh ogni anno per una riduzione di Co2 pari a 45.602,90 tonnellate, corrispondente al 2% delle emissioni dell’intera Regione Toscana (assumendo 1 Gwh = 700 t CO2). Il progetto prevede anche la realizzazione di opere aggiuntive per il miglioramento delle sponde dell’Arno, come parchi, piste ciclabili e campi di minigolf.
L’iter di fattibilità e prefattibilità del progetto ha visto la collaborazione della Provincia con diversi soggetti, tra i quali anche il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, cha ha analizzato in particolare le caratteristiche, le condizioni attuali e il possibile costo di ristrutturazione e riqualificazione delle 12 pescaie, oltre all’energia media potenzialmente producibile in un anno.