• Articolo , 18 aprile 2008
  • Dure critiche a Bush per l’insufficiente politica anti inquinamento

  • A Parigi per una conferenza sull’inquinamento, hanno accolto con aspre contestazioni l’annuncio di Bush, che insiste a non ridurre le emissioni in Usa, permettendone l’aumento ancora per diversi anni

C’é una notevole irritazione: questa l’atmosfera che si respira alla parigina “Conferenza sull’inquinamento” a causa delle affermazioni di Bush.
“A dicembre dello scorso anno a Bali avevamo raggiunto un accordo e anche gli Stati Uniti si erano impegnati a lavorare in un certo quadro – ricorda Marthinus van Schalkwyk, ministro dell’ambiente del Sudafrica – Ma l’ultima dichiarazione del presidente Bush sfortunamente ci riporta indietro nel tempo. Avremmo voluto vedere progressi, non un rinegoziare, un reintepretare ciò su cui la comunità internazionale si era già messa d’accordo”.
Infatti l’altro ieri il capo della Casa Bianca, facendolo passare come un grande sforzo per combattere il cambiamento climatico, aveva dichiarato: “Annuncio un nuovo obiettivo nazionale: fermare l’aumento delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2025”.
Invece i tre candidati alla sua successione sono favorevoli nel far pagare sanzioni a quelle aziende che superino certi livelli di inquinamento. La UE, che ha l’obiettivo di tagliare del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020, dovrà convincere anche la Cina, che, secondo le più recenti analisi, già dal 2006 ha superato gli Usa come paese più inquinante al mondo.