• Articolo , 3 aprile 2009
  • Dure critiche alla mozione di Dell’Utri sul pacchetto clima

  • Le tesi negazioniste del trio Dell’Utri, Nania e Poli Bortone in merito all’apporto umano al global warming continua anche oggi a ricevere critiche e a provocare proteste

Anche oggi continuano le polemiche sulla mozione presentata al Senato a firma Dell’Utri, Nania, Poli Bortone che contestata la direttiva Ue del pacchetto “20-20-20”, ma anche gli accordi firmati e ratificati nell’ambito del protocollo di Kyoto. Stamane è stata la volta di sindacati e associazioni ambientaliste.
La Cgil, da parte sua, in una nota stigmatizza quanto accaduto al Senato, perchè “… isola l’Italia dal resto del mondo e ne rende poco credibile il ruolo. Ci aspettiamo che il Presidente del Consiglio, che pure ha accolto con entusiasmo la richiesta del Presidente degli Usa a ospitare il Forum per facilitare il raggiungimento dell’accordo per fermare i cambiamenti climatici, smentisca a parole e con i fatti quanto ha deciso la sua maggioranza”.
Legambiente dirama oggi un comunicato duro dove denuncia che: “Negare l’esistenza dei cambiamenti climatici è un atto di irresponsabilità politica oltre che un atteggiamento cieco rispetto alle misure preventive che invece occorre prendere con urgenza, soprattutto da parte di chi governa il Paese che ospiterà i prossimi vertici internazionali su ambiente, clima ed energia. Un approccio infantile, quello dei senatori negazionisti, che per paura di affrontare il problema ne negano l’esistenza. Da senatori che sono stati investiti di una grande responsabilità dagli elettori ci si dovrebbe aspettare ben altro che un comportamento come quello degli struzzi”.

Ma già ieri c’era stata una missiva di 57 parlamentari europei inviata ai firmatari della mozione.
”Cari colleghi, la vostra mozione è una presa di distanza dai dati scientifici su cui si basano le decisioni delle istituzioni europee, di cui l’Italia fa parte, e delle Nazioni Unite, nonché un grande danno anche all’Italia, che vi preghiamo di riconsiderare”. Per conto delle Nazioni Unite da anni l’Ipcc (Intergovernmental panel for climate change) lavora sulla natura dei cambiamenti. I risultati delle loro ricerche rappresentano il più elevato livello di conoscenza al mondo sul mutamento climatico, frutto di un confronto tra scienziati provenienti da differenti discipline ed orientamenti, ovvero di tutta la comunità scientifica. Pertanto, parlare di solo 52 scienziati, citati nella mozione, è falso e fuorviante. Dal presidente della commissione Ambiente del Senato, scrivono gli europarlamentari ci saremmo aspettati ben altro. Portare l’Italia fuori dallo sforzo internazionale è un lusso che l’Europa ed il mondo non possono permettersi.

Anche il WWF esprime il suo netto dissenso in una secca nota. “Avremmo auspicato di poterci presentare davanti ai partner mondiali con un biglietto da visita impeccabile, che rappresentasse la serietà, l’impegno e la concretezza di un Paese che vuole affrontare l’emergenza climatica. Al Senato si è tentato di negare che il cambiamento climatico nell’attuale accelerazione derivi per il 90% dalle attività umane, come documentato dal panel degli scienziati dell’ONU riuniti nell’IPCC. La mozione non è sfuggita agli osservatori internazionali e quindi rischia di gettare discredito sul ruolo della presidenza italiana per il G8, proprio in un momento cruciale e mentre il Presidente Obama ha chiesto all’Italia di ospitare il Forum delle Major Economies per facilitare il raggiungimento dell’accordo per fermare i cambiamenti climatici nel vertice. Sta ora al nostro Governo uscire nel migliore dei modi da questo incidente di percorso per assumere una posizione chiara e decisa, visto che anche i dati che provengono dal nostro territorio parlano chiaro e forniscono tutti gli elementi per poter imprimere una decisa sterzata al nostro paese”.