• Articolo , 1 aprile 2008
  • E’ “made in Italy” la stazione di monitoraggio ambientale più alta del mondo

  • Giorgio Napolitano ha consegnato oggi agli alpinisti della spedizione la bandiera italiana da portare in vetta

Sarà collocata sull’Everest e sarà in assoluto la stazione di monitoraggio climatico ed ambientale più alta del mondo. Ed a compiere l’impresa di collocamento, la spedizione “Share Everest 2008”, guidata dall’italiano Agostino Da Polenza, presidente del Comitato Everest-K2 Cnr, ricevuta oggi, insieme ai partner dell’Agenzia per l’ambiente delle Nazioni Unite (Unef), dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Compito degli alpinisti sarà collocare un sensore di temperatura sulla cima dell’Everest a quota 8.000 metri. L’impresa è parte del progetto SHARE (Stations at High Altitude for Research on Environment) nato nel 2006 con quattro principali stazioni climatiche che registrano sette parametri standard relativi ad aria (temperatura, umidità, pressione), vento (direzione e intensità), radiazione solare (che immette energia nel sistema) e precipitazioni. Le nuove installazioni consentiranno di seguire i movimenti delle cosiddette “atmosferic brown clouds”, le nubi marroni che sempre più chiaramente ”sono un fenomeno globale in quanto si spostano da un continente all’altro con chiari effetti sul clima”, come ha osservato il direttore regionale dell’Unep, Christophe Bouvier. “Nubi di questo tipo – ha aggiunto Paolo Bonasoni, dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) – sono frutto dell’inquinamento, in particolare dei prodotti della combustione, e la loro composizione varia a seconda delle zone”.