• Articolo , 16 marzo 2007
  • È ora di rivolgerci alle biomasse

  • L’energia proveniente dalle biomasse si presta a molteplici applicazioni e consente un appropiato sviluppo di risorse ambientali tuttora non sfruttate facendo intravedere notevoli potenzialità

Le biomasse sono state poco valorizzate finora per la loro apparente difficoltà di utilizzo, anche a fronte di un’enorme disponibilità della risorsa.
In questi ultimi anni però qualcosa sta cambiando. La risorsa biomassa sta mutando pelle, si sta rendendo sempre più appetibile grazie alle novità tecnologiche che riguardano sia le micro applicazioni, quelle domestiche, sia quelle di media taglia.
Per il riscaldamento casalingo vi sono soluzioni che uniscono estetica, comfort e risparmio. I moderni termocamini ad acqua permettono di gestire il riscaldamento ambientale in modo ottimale.
Quanto ai costi, con 10 – 13 centesimi di euro si può disporre di 1 kg di legna tagliata e recapitata a domicilio, nelle aree dove la commercializzazione è consolidata. Poichè dal punto di vista energetico ad 1 mc di metano corrispondono circa 2,5 kg di legna, e, tenendo presente che 1 mc di metano costa circa 0,8 euro, si può affermare che, impiegando legna, il costo dell’energia si abbassa a circa un terzo.
Oltre che in impianti di tipo unifamiliare, la legna può essere impiegata in sistemi centralizzati a servizio di condomini, con le caldaie a fiamma inversa (così chiamate quelle in cui la camera di combustione è situata al di sotto del combustibile), sicure, veloci, e di elevata efficienza.

h4. Una questione di comfort ambientale

Ma i vantaggi in casa non si fermano al risparmio economico. Infatti, si sta iniziando a comprendere che il calore immesso da sistemi ad aria (ad esempio le pompe di calore) non genera un vero comfort ambientale in quanto si introduce aria calda in uno spazio che rimane mediamente più freddo. Per di più, riscaldando solo l’aria, nasce l’esigenza di trattenerla il più possibile con finestrature sigillate che, quindi, non permettono un adeguato ricambio d’aria. Meglio, allora, affidarsi ai nuovi sistemi che riscaldano le masse, ad esempio le pareti o il pavimento. Il calore diventa più dolce e più persistente, anche a fronte dei ricambi d’aria o di aperture frequenti di porte e finestre.
Le caldaie a biomassa, più dei sistemi a gas, si prestano a questo tipo di riscaldamento grazie alle moderne caldaie che permettono di regolare elettronicamente la velocità di combustione della legna in base alle esigenze (ad esempio le caldaie a fiamma inversa, che prevedono anche la funzione di mantenimento delle braci con una rapidità di risposta alla richiesta paragonabile ai boiler a gas).

h4. Nuove tecnologie: dalla casa agli impianti di produzione di energia elettrica.

Qui l’innovazione passa attraverso il concetto di preventiva estrazione delle parti combustibili dalle sostanze legnose.
Le biomasse, nella combustione diretta, in generale presentano elevate emissioni di PM10.
Ma processi come la gassificazione permettono di separare i gas combustibili dalla matrice ligneocellulosica in modo ottimale ottenendo gas di gasogeno, ricco di idrogeno e CO. Questa tecnica permette non solo di valorizzare le biomasse, elevandone il potere calorifico specifico, con un controllo ottimale delle emissioni, ma soprattutto permette di superare una delle principali critiche che si oppongono al loro sfruttamento, vale a dire la difficoltà di raccolta e di trasporto. La gassificazione può essere effettuata in loco, in impianti situati nelle vicinanze del bacino di raccolta, e il gas trasportato con facilità e utilizzato per applicazioni civili o industriali.
Un’esperienza significativa in questo senso è stata condotta a partire dal 2003 presso il Parco Nazionale dell’Aspromonte, frutto di una collaborazione tra Provincia di Reggio Calabria ed il CIRPS (Centro Universitario di Ricerca Per lo Sviluppo Sostenibile) dell’Università di Roma La Sapienza.
Il Progetto, denominato CESIBA (Centro Sperimentazione Idrogeno da Biomasse in Aspromonte), ha messo in evidenza le grandi potenzialità dell’area in esame nel produrre gas ricco di idrogeno, partendo dalla trasformazione di biomasse forestali, derivate dalle operazioni di manutenzione boschiva, a beneficio delle utenze del Parco stesso e delle aree limitrofe.

h4. E poi i biocarburanti…

Ma il più grande impulso nel settore delle biomasse lo stanno avendo i biocarburanti. In Europa la produzione di biodiesel (circa 80%) e bioetanolo (restante 20%) sfiora i 6 milioni di tonnellate ogni dodici mesi, con una crescita annua verificatasi soprattutto tra il 2004 e il 2005, nei quali è stata di oltre il 60%. Principali produttori stabili la Germania (che da sola produce oltre il 50% del biodiesel dell’Unione Europea), la Francia e l’Italia. Spiccano invece per la fase di enorme crescita la Slovacchia, la Spagna ed il Regno Unito.
In Italia sono ancora molte le nuove aree destinabili a produzione di sostanze oleoginose, la base per produrre il biodiesel, ma comunque il nostro paese rimane in forte ritardo sul bioetanolo, derivato dalle sostanze zuccherine ed amidacee.
Ma risposte significative potrebbero arrivare dal sud, in particolare dalla Sicilia, dove alcuni produttori sono già in prima linea.