• Articolo , 16 giugno 2008
  • EBB: ecco la strada per i biocarburanti

  • E’ necessario un coordinamento robusto tra la direttiva sulle energie rinnovabili RED e la revisione di quella sulla qualità dei carburanti, la 98/70. Questa la richiesta dell’European Biodiesel Board

La situazione attuale del biofuel europeo preoccupa non poco l’EBB, European Biodiesel Board. A mettere in apprensione è soprattutto lo standard EN590 (stabilito dalla Direttiva sulle energie rinnovabili, RED), che definisce a livello europeo le caratteristiche del diesel UE, e che fissa al 5% il limite massimo di biocombustibile che può essere contenuto nel carburante venduto come diesel. In tal senso L’EBB torna ad insistere in un documento sulla necessità di modificare lo standard, autorizzando inoltre tutti i distributori a vendere il prodotto contenente, in un primo momento, il 10% e poi il 15% di biodiesel. A tale scopo si imporrebbe una modifica, in tempi veloci, della definizione di cosa si intende per diesel in tutti i paesi dell’unione. A preoccupare l’industria europea è che i biocarburanti siano effettivamente considerati in tutta la loro potenzialità nel nuovo quadro legislativo UE. Per questo in un documento l’EBB fissa alcuni criteri da seguire per non penalizzare i carburanti verdi, tra cui la necessità di ribadire il target del 10% per il 2020 e l’opportunità di fissarne di intermedi, 7% nel 2012 e 8,5% nel 2015. A ciò va ad aggiungersi, secondo l’EBB, l’impossibilità di una discriminazione tra biocarburanti di prima e seconda generazione: “Non è realistico pensare di mettere fuori dal mercato nel 2020 la prima generazione, che attualmente costituisce il maggior contributo per raggiungere il target del 10%”. Pieno appoggio comunque ai biocarburanti prodotti a partire da rifiuti e dai materiali legno cellulosi. L’orientamento espresso nel progetto di direttiva sulle energie rinnovabili (RED) è di calcolare il doppio i biocarburanti ottenuti dai rifiuti e dai materiali legno cellulosi nel conto per arrivare al 10%. Si tratta di una misura che l’industria vorrebbe vedere estesa anche ai biodiesel, sollecitando anche un bonus sia per incitare la produzione di colture in terreni degradati, inutilizzabili in agricoltura, sia per la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti utilizzati per produrre biodiesel.