• Articolo , 26 maggio 2009
  • Echi dal G8 di Roma, il vertice il giorno dopo

  • Panoramica di commenti e dichiarazioni di politici, industriali, ambientalisti che traggono le loro conclusione sul vertice G8 terminato ieri a Roma e che ci danno un ventaglio d’opinioni, pareri e giudizi

(Rinnovabili.it) – Dopo le “conclusioni ufficiali”:http://www.rinnovabili.it/g8-a-roma-risparmio-energetico-mix-diversificato-e-piu-investimenti-530413, di cui vi abbiamo dato conto, ecco una panoramica di dichiarazioni, commenti, critiche raccolte a margine e dopo il vertice romano.

*Steven Chua* (consigliere per l’Energia di Obama): _”Serve un’altra rivoluzione industriale”_
Lo ha sottolineato il segretario americano all’Energia, Steven Chu, al termine dei lavori del G8 dell’energia. “Abbiamo bisogno di una seconda rivoluzione industriale – ha detto Chu – la prima rivoluzione industriale ha favorito lo sviluppo energetico per migliorare il livello di vita, la seconda servira’ per aiutare i Paesi in via di sviluppo a continuare il loro cammino di sviluppo ma anche a sostenere i Paesi industrializzati a ridurre l’uso del carbonio”.

*ActionAid*: _”Meno aiuti italiani ai paesi in via di sviluppo”_
“Nel 2009 – si legge nel rapporto presentato oggi a Roma – l’aiuto ai paesi in via di sviluppo oscillerà tra lo 0,13% e il 16%, con una contrazione del 27-40% rispetto ai livelli modesti del 2008 (pari a circa la metà dello stanziamento medio europeo)”. “Nonostante la Presidenza G8 – afferma l’ong – le scelte politiche fatte all’inizio del 2009 e i volumi della cooperazione bilaterale italiana allontanano il nostro Paese dal club di quelli industrializzati, con una media di APS/PIL dello 0,25% nel 2008, avvicinandola a Stati europei più piccoli.

*Claudio Scajola* (Ministro dello Sviluppo): _”Prima preoccupazione il petrolio”_
“Il problema numero uno è la stabilizzazione dei prezzi del petrolio ad un livello che consenta alle imprese di mantenere gli investimenti senza cadute e al tempo stesso che agevoli la ripresa economica. E le nuove regole condivise devono scaturire dal rafforzamento del dialogo tra Paesi produttori e Paesi consumatori e le organizzazioni internazionali”.

*Greenpeace*: _Sì a rinnovabili, no a nucleare e combustibili fossili_
Chiede ai leader internazionali un maggiore impegno sulle fonti rinnovabili, in particolare sul solare a concentrazione, sistema usato per produrre calore o elettricità. Su questo tema, è stato giusto messo in circolazione il rapporto internazionale “Global CPS Outlook 2009”:http://www.rinnovabili.it/greenpeace-chiede-ora-la-rivoluzione-solare-401635 che individua nel solare termodinamico una tecnologia in grado di trainare il settore energetico mondiale oltre la dipendenza dai combustibili fossili.

*Paolo Scaroni* (a.d. Eni): _Serve l’Agenzia Mondiale del Petrolio_
Ha proposto la creazione di un’Agenzia Mondiale del Petrolio, patrocinata da paesi produttori, paesi consumatori e compagnie petrolifere “per stabilizzare il prezzo del greggio intorno ai 70 dollari al barile”. Come? “Mutuando dal settore elettrico il sistema di gestione della spare capacity (capacità produttiva inutilizzata)”, dice Scaroni, “attraverso un apposito mercato di scambio delle prenotazioni della capacità inutilizzata, che verrebbe certificata dall’agenzia globale dell’energia. In tal modo si incentiverebbe la creazione di un’adeguata spare capacity per contrastare efficacemente improvvise impennate nei prezzi”.