• Articolo , 20 maggio 2010
  • Eco-case? Poca informazione rende gli acquirenti scettici

  • Migliorare la comunicazione tra produttori e consumatori in materia di case a basso consumo energetico. E’ il consiglio dei ricercatori che hanno condotto progetti di studio sulle barriere comportamentali che esistono nell’accettazione delle energie rinnovabili e delle tecnologie per il risparmio energetico

(Rinnovabili.it) – Per chi non li avesse mai sentiti nominare “Create Acceptance”:http://www.createacceptance.net/home/ e “Changing Behaviour”:http://www.energychange.info/ sono due progetti europei nati nello stesso contesto: affrontare le barriere comportamentali e sociali esistenti nei confronti delle rinnovabili. Co-finanziati dal 7° Programma Quadro per l’Energia dell’Unione sostengono entrambi la necessità di un cambiamento nell’uso dell’energia e nei servizi da parte dei consumatori e dei gruppi industriali. I risultati raggiunti mostrano dei dati interessanti: gli esperti hanno studiato il problema delle cosiddette _Sticky information_ (letteralmente informazioni appiccicose) insito nelle iniziative che mirano a promuovere tecnologie a basso consumo da impiegare in case sostenibili.
Il termine si riferisce al modo in cui la conoscenza degli esperti in efficienza energetica e dei potenziali acquirenti rimanga “attaccata” al rispettivo mondo, indice di uno scarso flusso di comunicazione e di scambio delle informazioni fra i due comparti.
Per il comparto che più pesa su consumi ed emissioni nella UE, ossia quello edilizio, il risparmio energetico è oggi un senso obbligato. Eppure esiste ancora una certa reticenza nell’acquisto delle case “ecologiche”. Come parte di questi progetti, è stato organizzato un concorso destinato alla realizzazione di abitazioni a basso consumo energetico che ha visto anche potenziali acquirenti coinvolti come membri della giuria. Malgrado alcuni successi ottenuti con l’innalzamento della consapevolezza generale, i risultati sono stati sotto le aspettative e focalizzando l’attenzione sulla poca disponibilità dei consumatori a comprare “eco-case”.
Guardando al futuro, i ricercatori raccomandano una migliore utilizzazione dei metodi di partecipazione per migliorare la comunicazione, come la ricerca sui consumatori e i gruppi di discussione, ed esplorando il concetto di co-progettazione con gli acquirenti. È importante sottolineare che questi metodi dovrebbero essere adattati alle esigenze sia dei produttori che degli acquirenti.