• Articolo , 13 settembre 2007
  • Eco-energie: accesso negato a 2 miliardi di persone

  • Chi non può “permettersi” le energie rinnovabili è esposto ad altissimi livelli di inquinamento domestico. Questa la denuncia di una rivista britannica, che sottolinea anche la disuguaglianza nelle quantità di energia utilizzate

Secondo quanto riportato sulla rivista britannica “Lancet”, ben due miliardi di persone nel mondo subiscono gli effetti avversi della mancanza di accesso all’energia pulita, e sono esposti ad altissimi livelli di inquinamento ambientale domestico dovuti all’uso di fonti energetiche inquinanti e all’inefficiente combustione dei combustibili “poveri”, quelli da biomassa naturale, legna, scarti dei raccolti e letame. A sostenerlo è Paul Wilkinson della London School of Hygiene and Tropical Medicine: “Lo sfruttamento dei combustibili fossili – dichiara – ha portato a indubbi benefici ma contribuisce a malattie e cambiamenti climatici i quali a loro volta, pur gravando sull’intera popolazione mondiale, rischiano in realtà di ricadere soprattutto sui poveri e sui paesi in via di sviluppo, aggiungendosi ai problemi conseguenti la loro impossibilità di accedere alle energie pulite”. Allo stato attuale le popolazioni più ricche usano fino a 20 volte più energia pro-capite rispetto ai paesi più poveri, con conseguenze sulla salute (circa 1,6 milioni di morti premature nel mondo annualmente a causa dei combustibili ad uso domestico, 0,8 milioni per l’inquinamento cittadino) e contribuisce alla povertà. (fonte Ansa)