• Articolo , 17 novembre 2010
  • Eco-mobilità, per la McKinsey le fuel cell potrebbero essere la svolta

  • Ridurre le emissioni di CO2 del settore trasporti del 95% entro il 2050. In linea con l’obiettivo dell’UE la McKinsey ha redatto un documento cercando di evidenziare i percorsi futuri della mobilità sostenibile. E potrebbe essere l’idrogeno la chiave di volta del trasporto a zero emissioni

(Rinnovabili.it) – Il futuro della mobilità sostenibile? Potrebbe fondarsi soprattutto sulla diffusione di autoveicoli dotati di fuel cell ad idrogeno. A tale conclusione è giunto il gruppo “McKinsey”:http://autoassembly.mckinsey.com/html/home/home.asp dopo aver condotto un’indagine analizzando varie imprese ed organizzazioni del settore.
Contribuendo alla redazione del documento, un ampio numero di case automobilistiche tra cui BMW, Ford, Honda, Hyundai, Renault-Nissan, Toyota e Volkswagen hanno unito la propria esperienza a quella di diverse compagnie petrolifere come Shell e Total coinvolgendo anche l’esperienza dell’European Climate Foundation e di altre società non governative come l’European Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking, competenze che si sono rivelate fondamentali per esaminare una serie di tecnologie disponibili, dai motori a combustione interna fino alle più moderne celle ad idrogeno. Durante la fase di analisi si è potuto valutare il rispettivo potenziale contributo nella lotta, quanto mai attuale, all’arresto del cambiamento climatico e alla riduzione delle emissioni nocive che dovranno diminuire, secondo quanto stabilito dall’Unione Europea, del 95% entro il 2050 per ciò che concerne il quantitativo di CO2 prodotta dal settore trasporti. Per il raggiungimento di tale obiettivo, secondo quanto concluso dalla McKinsey, si dovrà incrementare notevolmente l’impiego di veicoli alimentati in maniera alternativa come automobili elettriche, ibride o dotate di fuel cell.
Le prime due, secondo quanto si legge nella relazione, sono potenzialmente le più adatte per le piccole automobili e per compiere viaggi brevi, come quelle effettuati quotidianamente dai pendolari, soprattutto nelle aree urbane.
Ma sono i viaggi più lunghi, e di conseguenza i veicoli di medie e grandi dimensioni, a costituire attualmente circa il 50% delle presenze su strada, responsabili di circa il 75% delle emissioni di CO2 derivanti dal traffico stradale; per questa tipologia di spostamenti la tecnologia più adatta potrebbe essere rappresentata dalle celle a combustibile. Mettendo su strada veicoli ad idrogeno si potrebbe tagliare le emissioni di anidride carbonica del 30% per ogni chilometro percorso, percentuale ottenuta facendo riferimento alle emissioni prodotte da veicoli ad alimentazione tradizionale.
La relazione conclude quindi che non esiste una tecnologia che sia in assoluto la migliore e la più conveniente ma, altresì, che le diverse tecnologie risultano adatte ai diversi stili di vita e di guida e quindi vanno scelte in base alle necessità di ogni singolo consumatore. Proprio per questo motivo, per le difficoltà che il mercato riscontrerà nell’orientare nella giusta direzione produzione e la dotazione delle infrastrutture, ad avere la meglio sul trasporto sostenibile a quattro ruote saranno i treni che, secondo le stime, rappresenteranno il mezzo alternativo all’automobile.