• Articolo , 24 giugno 2010
  • Eco-sostenibilità, il Galles crea un punto d’incontro per la ricerca

  • Dall’Università di Cardiff 2 miliardi di sterline destinati alla creazione di un istituto di ricerca integrata multi-disciplinare che risponda alle esigenze del cambiamento climatico

(Rinnovabili.it) – Gli effetti del cambiamento climatico non sembrano dare tregua e dalla Cardiff University prende vita un nuovo istituto di ricerca, il *Sustainable Places Research Institute*, per fornire un diverso approccio scientifico alla questione del surriscaldamento globale.
Grazie all’investimento di 2 miliardi di sterline ed un orientamento integrato che combina dieci discipline scientifiche diverse (come programmazione, scienze applicate sociali e psicologiche, diritto, economia, scienze biologiche e della Terra, ingegneria e architettura) gli esperti della struttura lavoreranno insieme per trovare soluzioni pratiche e strategiche che sappiano tener conto delle interrelazioni esistenti tra ecologia, società ed economia. L’istituto si ripromette di creare _modelli di futuro sostenibile_ che tengano conto del peso futuro del Climate Change ed elaborare così soluzioni su misura per le singole realtà e integrarle con il territorio ospite.
Il centro creerà innanzitutto un programma di *ricerca comparativa città-regione*, dal quale prenderanno il via sei moduli tra loro collegati sul percorso di adattamento verso la trasformazione dei territori in luoghi più sostenibili. “Oltre ai problemi delle emissioni di carbonio e del cambiamento climatico, il costante aumento dei costi delle risorse costringerà le città e le loro regioni a rivedere radicalmente il proprio imprinting ecologico e i propri modelli di consumo”, spiega il professor Terry Mardsen, direttore del Sustainable Places Research Institute. “Nell’ambito delle attività dell’Istituto, collaboreranno in sinergia esperti di edilizia, sistemi energetici, comunità, ambiente naturale, infrastrutture, salute ed elaborazione di strategie, in un modo e ad un livello senza precedenti, non solo per soddisfare le nuove esigenze strategiche del mondo contemporaneo, ma anche per affrontare una delle più grandi questioni globali che ci troviamo davanti”.