• Articolo , 19 gennaio 2011
  • Eco sostenibilità urbana: una sfida possibile

  • Il 28 gennaio a Lecco un Convegno con Tavola Rotonda e la partecipazione delle maggiori Autorità ed Enti del territorio per parlarne insieme anche ai cittadini. *IL VERDE URBANO E L’ACQUA,* nelle diverse forme, giocano un ruolo potenzialmente determinante per dare significati, anche plurali, al concetto di fertilità associato al territorio urbano. Non è solo […]

Il 28 gennaio a Lecco un Convegno con Tavola Rotonda e la partecipazione delle maggiori Autorità ed Enti del territorio per parlarne insieme anche ai cittadini.

*IL VERDE URBANO E L’ACQUA,* nelle diverse forme, giocano un ruolo potenzialmente determinante per dare significati, anche plurali, al concetto di fertilità associato al territorio urbano.

Non è solo la fertilità “biologica” dei suoli che può essere potenziata da una buona progettazione degli spazi aperti; gli spazi “fertilizzati” possono a loro volta essere “fertilizzanti”, sia in chiave simbolica che fattivamente, per il sistema culturale e produttivo di una città, per la qualità della vita di chi vi abita, del lavoro di chi vi opera, del soggiorno di chi vi transita per turismo.

Questi temi verranno affrontati nel corso del convegno attraverso diverse esperienze progettuali. Verranno presentati sia esempi di progettazione del verde, su piccola e vasta scala, di un progettista di fama internazionale, sia riflessioni in corso sui paesaggi urbani della realtà lecchese.

La presenza di aree verdi nel contesto urbano, l’attenzione alla quantità degli spazi ad esse dedicati e alla qualità delle cure manutentive rappresentano un indice significativo della vivibilità e della vocazione all’eco sostenibilità delle nostre città.

Convivere con inquinamento e scarsità di parchi e giardini all’interno dei centri urbani è diventato talmente familiare da essere vissuto come inevitabile, come il prezzo da pagare nel progresso della civiltà, a fronte dell’efficienza di strutture e servizi che utilizziamo ogni giorno.

Il progresso della civiltà dovrebbe invece passare attraverso il miglioramento delle condizioni di vita nel suo complesso, in cui l’attenzione al benessere e alla salute dovrebbe assumere un ruolo di primissimo piano.
Da qui l’urgenza di ripensare ad una riqualificazione degli ambienti in cui viviamo in termini più “naturali”, che non significa semplicemente ampliare o incrementare gli spazi verdi esistenti ma riprogettare in termini funzionali ed ecosostenibili le aree delle nostre città, razionalizzando gli interventi in un movimento fluido di integrazione organica tra superfici verdi e zone edificate.

Affinché si possa elevare lo standard di qualità del verde urbano, è necessaria un’attenta valutazione delle sue caratteristiche per poterne ottimizzare la destinazione, favorirne la gestione oltre a consentire una pianificazione strutturata dei relativi interventi di estensione sul territorio; serve un autentico “Piano del verde” che consenta di conciliare l’esistenza del verde con le aree metropolitane, che permetta di far convivere le rispettive esigenze e di valorizzare la vegetazione nella presenza e nella distribuzione, esaltando l’importante funzione di arredo in armonia con il paesaggio preservando il ciclo naturale delle piante.

Di questi temi si parlerà in occasione del Convegno “Rifertilizzare la città” dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura che si terrà a Lecco venerdì 28 gennaio 2011 dalle ore 14.00.

Relatori di rilievo quali il noto paesaggista francese Gilles Clément, attraverso diverse esperienze progettuali, svilupperanno ed approfondiranno riflessioni sulla possibilità di ripensare alle città come luoghi fertili, non solo in termini strettamente biologici di fertilità dei suoli, ma anche in chiave simbolica e ad un piano più esteso di opportunità per il sistema culturale e produttivo di una città di essere “nutriti” dall’ambiente stesso, in un circolo virtuoso che abbracci per intero la qualità della vita di chi abita le città, di chi vi lavora e di chi vi transita per turismo.

Giulio Ceppi, architetto, dottore in ricerca e docente al Politecnico di Milano illustrerà invece come restituire tramite una superficie attrezzata lo spazio del lago alla città, in una logica di sostenibilità.