• Articolo , 27 ottobre 2009
  • Ecoconvertiamo la nostra automobile

  • La compagna inseparabile della nostra vita può ridurre, e notevolmente, il suo impatto sull’ambiente. Come? Con nuove tecnologie, nuove tipologie di carburanti, ma anche con un uso più virtuoso. Vediamo come.

Gli scenari predisposti dagli esperti mostrano che nel breve–medio periodo le possibilità di riduzioni consistenti nell’uso di energia e nella riduzione di gas serra sono legati ad un impiego massiccio di tecnologie più efficienti. Saranno anche importanti alcune decisioni politiche di tipo economico e le campagne d’informazione che puntano a promuovere comportamenti individuali socialmente responsabili.
Vorrei segnalare, a riguardo, alcuni suggerimenti inerenti al corretto uso delle auto private.

Nell’ultimo rapporto Enea la stime dei possibili risparmi energetici per i trasporti al 2020 sono valutate attorno al 37% del totale delle fonti non legate all’utilizzo dell’energia elettrica.
D’altro canto la circolazione di mezzi su strada è veramente imponente: limitatamente alle autovetture, secondo i dati elaborati dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri il numero dei mezzi circolanti in Italia, espresso in migliaia di esemplari e diviso per classificazione Euro, alla fine del 2008 sarebbe:

^*Secondo un comunicato della stessa Unione, alcune case hanno venduto le loro auto come rispondenti alla normativa Euro 5 sulla base di progetti soltanto in esame. Tale dato non può essere trascritto sui libretti di circolazione fintantoché uno dei progetti non venga omologato dalla Commissione Europea. E’ previsto che le Euro 5 saranno in circolazione entro il 1° Gennaio 2011 mentre per le Euro 6 le previsioni sono per il 1° Settembre 2015.^

Come è possibile vedere, i benefici legati ad un ammodernamento del parco circolante sarebbero consistenti dato l’alto numero di veicoli non allineati alle normative in vigore per le nuove auto ed anche perché i progressi delle case costruttrici sono notevoli ed in corso di miglioramento. Attualmente esistono già in commercio molti modelli di auto con emissioni di gas serra inferiori od uguali a 120-140 grammi a km.
Adottando modelli a basso consumo i vantaggi economici dell’utente in termini di carburante sono evidenti ma parallelamente si ottiene una riduzione dell’emissione di gas serra che facilita la copertura degli impegni nazionali in questo campo.

Di seguito si elencano alcuni criteri di esercizio e di scelta delle automobili alla portata delle nostre possibilità.

*_Come guidare_*
Per un tipo di guida che produca un minore impatto ambientale occorre tener presenti soprattutto due parametri fondamentali:
# consumo di carburante il più basso possibile
# emissioni di gas serra (prevalentemente anidride carbonica CO2) minime

Riguardo al punto 2) oltre alla scelta da fare per le caratteristiche tecniche dell’auto al momento dell’acquisto, va tenuto presente che la riduzione della CO2 è abbastanza legata al consumo di carburante: consumare mano carburante significa comunque produrre meno gas serra.
Conviene quindi porre la massima attenzione al consumo di carburante.

*_Il consumo del carburante_*

*Velocità* Il parametro che più incide è la velocità e la causa è la resistenza dell’aria che cresce molto più di quanto cresca la velocità. In auto di media cilindrata a benzina, fatto uguale a 100 il consumo a 90 km/h, l’aumento di consumi può valutarsi come segue:

In altri termini percorrere un tratto di strada a 140 km/h può costare, in termini di consumo di carburante, di produzione di gas serra, e di denaro, quasi il doppio di quanto costa viaggiando a 90.
*Pneumatici* Altro elemento che può aumentare i consumi fino al 5-6% è la pressione dei pneumatici. Le gomme sgonfie aumentano l’attrito con la strada e sono anche fattore di minore sicurezza per la guida: ad esempio allungano la distanza di frenata.
*Manutenzione* E’ importante una buona manutenzione della vettura: filtri dell’aria intasati, olio lubrificante esausto, candele inefficienti possono aumentare i consumi fino al 10%.
*Climatizzatore* A climatizzatore acceso i consumi possono raggiungere incrementi che vanno dal 7 al 20%. Tra l’altro una forte differenza di temperatura tra interno ed esterno del veicolo aggiunge rischi per la salute di chi viaggia.
Sempre a climatizzatore acceso l’apertura degli sportelli a veicolo fermo aumenta i consumi. L’apertura dei finestrini con veicolo in movimento, oltre ad aumentare i costi di climatizzazione, aumenta anche la resistenza dell’aria ed a velocità superiori a 60 km/h può produrre un aumento dei consumi dell’ordine del 10%.
*Freni* Vanno usati tassativamente quando servono. Ma va tenuto presente che i freni dissipano energia e dunque aumentano i consumi. Pertanto è opportuno tenere la velocità il più possibile costante evitando le brusche accelerazioni o le brusche frenate: ad esempio in vista di un semaforo rosso o di una coda non si dovrebbe continuare a pigiare sull’acceleratore per poi frenare bruscamente vicino all’ostacolo.
Occorre poi tener presente che i freni, al pari dei residui di pneumatici, sono fonte di polveri sottili e quindi peggiorano le condizioni ambientali.
*Giri del motore* Regolare i giri del motore verso i rendimenti più alti. Operare sul cambio e sull’acceleratore in modo da mantenere i giri compresi tra tra i 1300 e 2500 per i diesel e tra i 1500 e 3000 g/min per i motori a benzina.

*_Le polveri sottili e gli altri indicatori ambientali_*

Anche se il consumo di carburante e di gas serra rimangono gli obiettivi principali da perseguire va tenuto presente che dal trasporto su strada sono prodotti altri composti pericolosi tra i quali le polveri sottili PM10, idrocarburi di incompleta combustione ed altri, tutti dannosi per la salute e l’ambiente.
Per il momento l’attenzione è posta soprattutto sulle polveri sottili PM10 che sono particelle microscopiche di diametro medio inferiore a 10 millesimi di millimetro (un centesimo di millimetro) costituite da parti solide, fumo, parti liquide.
Secondo una valutazione pubblicata nel 2007, nelle aree urbane il traffico veicolare sarebbe responsabile del 29% di tutte le polveri sottili e deriverebbe da combustione nei motori, usura dei pneumatici, freni, asfalto.
Altre fonti di particolato sono l’erosione del suolo, incendi, vulcani, impianti di riscaldamento, attività industriali varie, pollini.
I motori a gasolio sono particolarmente responsabili di emissioni di polveri sottili. Anche per i veicoli diesel acquistati con le disposizioni Euro 4 non sono previsti provvedimenti antiparticolato.
In ogni caso nelle auto con motori diesel è opportuno istallare filtri antiparticolato (filtri FAP); tale provvedimento va esteso anche ai diesel Euro 4.

*_L’acquisto di un’autovettura_*

Dovendo acquistare un’auto nuova, ai criteri di scelta personali inerenti il prezzo, la cilindrata, il numero delle porte e tante altre caratteristiche, si dovrebbero aggiungere anche le considerazioni volte a mettere in strada qualcosa che danneggi il meno possibile la salute e l’ambiente
Dunque occorrerebbe anzitutto orientare la propria scelta verso automobili che non utilizzino il ciclo diesel (o, in alternativa che siano dotate di efficace filtro antiparticolato), consumino poco carburante ed emettano una ridotta quantità di gas serra. Quest’ultima grandezza, al pari delle altre caratteristiche della vettura, deve essere rigorosamente indicata dal costruttore ed espressa in grammi di anidride carbonica equivalente al chilometro (i gas di scarico emessi durante la marcia sono di più tipi: tra questi il metano e gli ossidi di azoto: esistono procedure per cui i gas diversi dalla CO2 vengono calcolati in termini di CO2 in base alla loro potenzialità sull’effetto serra: tale situazione viene riassunta dal termine “CO2 equivalente” ed quella che va dichiarata dai costruttori).
Un limite citato come invalicabile in futuro negli Stati Uniti dal presidente Obama è quello di 140 gr di CO2 equivalente per chilometro. Tuttavia molte case automobilistiche stanno rapidamente adeguandosi alle basse emissioni e un riferimento utilizzabile oggi potrebbe essere quello di 120 gr/km o inferiore.
Riguardo alle polveri sottili non tutti le dichiarano ma alcune associazioni pubblicano gli elenchi di automobili sul mercato e sulle quali è indicato il quantitativo di poveri sottili emesse per chilometro.
Infine due raccomandazioni ancora relative all’ambiente:
* ove possibile acquistare auto di piccola cilindrata che comunque consumano ed inquinano meno oltre ad occupare meno spazio.
* non tralasciare l’emissione di rumore (che deve essere dichiarata dal costruttore) e che è un fattore ambientale da non trascurare.