• Articolo , 21 giugno 2008
  • Ecofest 2008: “L’impresa può essere ecologica”

  • Si è tenuto questa mattina il secondo appuntamento di discussione ad Ecofest, la festa organizzata dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio che ha avuto come argomento: “L’impresa può essere ecologica. Il mondo delle aziende davanti alle sfide ambientali e all’innovazione”, moderato dal giornalista di Repubblica, Antonio Cianciullo e che ha visto imprese, istituzioni e associazioni ambientaliste […]

Si è tenuto questa mattina il secondo appuntamento di discussione ad Ecofest, la festa organizzata dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio che ha avuto come argomento: “L’impresa può essere ecologica. Il mondo delle aziende davanti alle sfide ambientali e all’innovazione”, moderato dal giornalista di Repubblica, Antonio Cianciullo e che ha visto imprese, istituzioni e associazioni ambientaliste confrontarsi con le tematiche della produzione industriale, messe in rapporto con i risvolti ambientali che ne derivano. «Il mondo dell’impresa può o deve avere un approccio ecologico? – con questa domanda ha introdotto il dibattito Cianciullo che ha proseguito citando un paio di esempi – Stm, una delle industrie leader della microelettronica ha risparmiato, sotto la guida Pasquale Pistorio ben 160 milioni di dollari attraverso l’innovazione per l’efficienza energetica nelle filiere di produzione, mentre per quanto riguarda le rinnovabili nel 2007 il fotovoltaico è cresciuto del 40% e l’eolico ha visto il sorpasso rispetto al nucleare, per ciò che riguarda i nuovi impianti». «I 140 espositori presenti in Ecofest dimostrano la capacità di innovazione in direzione di una maggiore eco sostenibilità delle Pmi del Lazio. – ha affermato Filiberto Zaratti, Assessore all’Ambiente regionale – La nostra intenzione è quella di sviluppare Ecofest come momento di confronto anche nel tessuto imprenditoriale dando visibilità al lavoro svolto. Come Regione abbiamo fatto la scelta di sostenere la ricerca applicata alla sostenibilità ambientale con 25 milioni di euro in tre anni finanziando tre poli di ricerca, tra i quali quello sul fotovoltaico organico. Un progetto innovativo sul quale non solo il Lazio, ma l’intero Paese è all’avanguardia, visto che siamo uno dei tre poli d’eccellenza su questa tecnologia, assieme a Germania e Giappone. La nostra intenzione è stata quella di colmare il gap tecnologico sulle rinnovabili investendo in settori innovativi, ben consci del fatto che sviluppare le nuove fonti significa far crescere le Pmi della Regione». «Uno dei problemi che ci troviamo ad affrontare nel nostro Paese per quanto riguarda la riqualificazione energetica degli edifici è il fatto che circa l’80% delle abitazioni sono di proprietà, buona parte realizzate negli ultimi 40 anni, privilegiando la rapidità di costruzione a discapito della qualità energetica. – ha affermato Mario Di Carlo, Assessore alla Casa della Regione Lazio – È necessario avere più coraggio sull’efficienza energetica con politiche innovative poiché i margini d’intervento sono elevati anche sul costruito». «Il nostro desiderio è quello di portare, dal prossimo anno un appuntamento come quello di Ecofest anche nella Provincia di Frosinone poiché siamo convinti della validità della manifestazione. Ha affermato Antimo Simoncelli, Assessore all’Ambiente della Provincia di Frosinone – Nella nostra provincia per quanto riguarda l’efficienza energetica degli edifici siamo pronti, attendiamo solo i decreti attuativi, mentre sul fronte dell’educazione sull’utilizzo delle rinnovabili abbiamo installato impianti fotovoltaici in 22 scuole della provincia».

«Oggi il mercato del fotovoltaico è esploso a livello planetario – ha affermato Fabio Patti di Helios Tecnology – Grazie al Conto Energia anche nel nostro Paese il settore si sta sviluppando anche se siamo ancora indietro con i nostri 100 MW installati rispetto ai 400 MW spagnoli e i 1.200 MW tedeschi. Tutte le aziende del settore stanno incrementando la capacità produttiva di pannelli e noi stiamo passando da 30 a 60 MW, mentre si sta superando la scarsità di silicio visto che nel Mondo sono circa 300 i progetti per la creazione di impianti di produzione del silicio di grado solare.
Anche sul fronte della produzione di sistemi fotovoltaici, inoltre, è possibile prestare attenzione alla sostenibilità. Ottimizzando attentamente il ciclo della nostra produzione, per esempio, siamo stati in grado di risparmiare 300 mila euro l’anno sul fronte idrico, cosa che ci ha permesso di abbattere l’immissione di scarti di produzione nell’ambiente».

«La nostra azienda produce sistemi che utilizzano tecnologie a pompa di calore, le quali possiedono un’efficienza maggiore per un 60% rispetto alle già efficienti caldaie a condensazione. – ha affermato Ferruccio De Paoli, di Robur – Uno dei maggiori problemi legati alla mancata penetrazione di questa come di altre tecnologie per l’efficienza energetica negli edifici è dovuta al fatto che i Regolamenti edilizi di alcuni Comuni del Lazio non sono stati aggiornati sulla base delle leggi 192 e 311 che recepiscono la normativa europea in materia di risparmio energetico».

«Abbiamo avviato il progetto sul fotovoltaico organico grazie alla capacità della Regione Lazio che ha agito con flessibilità e organizzazione, cosa non scontata per una Pubblica Amministrazione. – ha affermato Aldo Di Carlo, dell’Università di Tor Vergata – Oggi questa tecnologie è matura per iniziare l’industrializzazione poiché si sta creando uno spin-off in collaborazione con la Dyesol, azienda australiana che ha trovato nell’Università di Tor Vergata un partner affidabile. Per quanto riguarda le nostre ricerche abbiamo anche invertito una tendenza come quella della fuga dei cervelli, visto che abbiamo riportato in Italia il professor. Thomas Brown, uno dei principali esponenti in questo ramo. La tecnologia organica, inoltre, consente di abbattere il costo degli impianti produttivi, poiché una linea di produzione da 30 MW può costare cinque milioni di euro, contro le diverse decine che impiega il silicio tradizionale.

«Una delle particolarità del Lazio è rappresentata dal fatto che la Regione è in grado di investire nella ricerca occupandosi di problemi che non riguardano solo le attuali generazioni, ma anche quelle future. – ha affermato Gavin Tulloch di Dyesol Australia – Il Mondo nel quale viviamo è più urbanizzato rispetto al passato, ciò significa una maggiore richiesta di benessere che si traduce in un aumento del bisogno energetico. Questa energia viene prodotta in luoghi distanti da quelli dove la si consuma, con un aumento dei costi di distribuzione. Secondo noi la sfida è quella di produrre energia che sia più vicina ai luoghi di consumo e qui entra in gioco l’energia elettrica prodotta con l’applicazione dei sistemi fotovoltaici sui tetti e sulle pareti, attraverso la tecnologia creata dall’Università di Tor Vergata, la quale funziona come le foglie e genera energia anche all’ombra».

«Oggi ci troviamo di fronte a quella che non esito a chiamare una vera e propria rivoluzione energetica, visto che affrontiamo cambiamenti complessi che hanno bisogno di un inversione di paradigma. – ha affermato Claudia Bettiol, del Cda di Enea – La vera leadership nel campo dell’energia sarà di chi possiede la tecnologia, mentre chi la installa sarà un semplice commerciante con scarso potere sulle decisioni energetiche del futuro. Per questo è necessario investire in ricerca, ma anche in socio-tecnologia che significa declinare i contenuti tecnologici a livello sociale, per costruire un futuro sia per il Paese, sia per una nuova generazione di ricercatori evitando di fuggire all’estero».

«L’innovazione in Italia fa fatica a svilupparsi al di fuori dei laboratori a causa della difficoltà di applicazione delle normative, come nel caso del mancato decollo della raccolta differenziata che permetterebbe di razionalizzare tutto il ciclo dei rifiuti. – ha affermato Andrea Di Stefano, di Novamont, azienda leader nel campo delle bioplastiche – Nel nostro caso, infatti, le bioplastiche biodegradabili devono entrare nel ciclo della raccolta differenziata, poiché la collocazione delle loro peculiarità risiede proprio nella razionalizzazione del ciclo dei rifiuti».«Bisogna agire su due leve: da un lato sugli obblighi che devono essere più avanzati di quelli normativi, dall’altro è necessario un ruolo forte degli incentivi da parte della Pubblica Amministrazione, come dimostra il successo del Conto Energia. – ha affermato Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio – È necessario partire da settori come quello dei rifiuti dove si deve agire con intelligenza per la riduzione degli stessi, come si sta facendo con una “piccola grande cosa” attraverso il progetto della distribuzione dei detersivi alla spina della Regione Lazio».

«L’eolico in Italia sta crescendo anche se non al ritmo di Paesi con analoghe caratteristiche di ventosità. – ha affermato Simone Togni, Segretario generale di Anev – Per quanto riguarda le regole per l’inserimento dell’eolico abbiamo deciso di darci un regolamento condiviso con le associazioni ambientaliste che vincola i nostri associati al rispetto di una serie di regole che limitino l’impatto degli impianti eolici. Il settore eolico è importante anche alla luce del fatto che impiega 13 mila addetti nel nostro Paese, e ci sono anche delle realtà produttive che sono pronte al decollo».

«Il Greenwashing, ossia il fatto che le aziende si dicano “verdi” solo in apparenza è un fatto diffuso che si combatte attaccando l’industria quando è il caso e collaborandoci quando invece dimostra comportamenti realmente virtuosi. – ha affermato concludendo il convegno Giuseppe Onufrio, direttore campagne di Greenpeace Italia – Questo è ciò che stiamo facendo nel settore hi-tech nel quale monitoriamo la presenza di sostanze nocive per l’ambiente rendendola nota al grande pubblico e comunicando al tempo stesso quando le imprese le eliminano dai propri prodotti, come è successo con i frigoriferi a propano e butano che ora, dopo essere stati studiati da Greenpeace, sono prodotti da diverse grandi aziende».