• Articolo , 9 giugno 2011
  • Economia verde: i progetti comunitari “Gep” e “Sofarex”

  • Trovare nella “green economy” (l’economia verde) e nell’agricoltura, aprendosi all’Europa ed attraverso un dialogo continuo con gli altri Paesi, nuove possibilità imprenditoriali ed occupazionali per contrastare la crisi. Per centrare l’obiettivo la Provincia di Pisa, attraverso l’assessorato al lavoro e sociale, è protagonista di due progetti comunitari che hanno come tratto caratterizzante proprio un ampio […]

Trovare nella “green economy” (l’economia verde) e nell’agricoltura, aprendosi all’Europa ed attraverso un dialogo continuo con gli altri Paesi, nuove possibilità imprenditoriali ed occupazionali per contrastare la crisi. Per centrare l’obiettivo la Provincia di Pisa, attraverso l’assessorato al lavoro e sociale, è protagonista di due progetti comunitari che hanno come tratto caratterizzante proprio un ampio respiro internazionale, oltre che un solido partenariato locale che si estende su tutto il territorio coinvolgendo associazioni, imprese, Unione Comuni della Valdera, Società della Salute, Università ed in particolare l’associazione Ulisse partner di entrambi i progetti. “Questa è la dimostrazione che la progettualità nasce dal territorio, dichiarano gli assessori provinciali Anna Romei (lavoro) e Giacomo Sanavio (sviluppo rurale).

Le due iniziative saranno finanziate per un totale di oltre 400mila euro e mobiliteranno in Europa circa 70 persone, tra addetti ai lavori e stage. Questi bandi comunitari (asse V del Por CReO 2007/2013) si inseriscono nelle azioni della Regione rivolte ai soggetti in mobilità all’estero, per fini di studio o formazione professionale. “Ci proponiamo di investire sull’unica risorsa davvero rinnovabile: il capitale umano”, aggiunge l’assessore Romei. Ma vediamo nel dettaglio i due progetti. Il primo, denominato Gep (Green Economy Project), vuole sostenere la capacità di muoversi a livello internazionale delle imprese della provincia nel settore edile e nel settore della produzione di materiali per lo sviluppo di un’economia verde ed eco-sostenibile. Gep, attraverso lo scambio e lo studio di quanto fatto finora in altri Paesi europei in maniera più decisa rispetto all’Italia, ha come obiettivo ultimo quello di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro in modo da sostenere la ripresa e la diversificazione economica, arrivando a costruire una rete stabile di relazioni, tra attori internazionali, di sostegno al sistema delle imprese del territorio. Il progetto prevede visite e scambi di esperienze con partner quali l’Università dell’Algarve (Portogallo), l’Università Pierre e Marie Curie di Parigi (Francia), la Municipalità di Gotland (Svezia), l’Università tecnologia di Creta (Grecia), il Comune di Iphofen e il circondario di Kitzingen (Germania). Gep avrà quindi un evento finale, che si svolgerà a Pisa, per la sua presentazione ufficiale e l’illustrazione della sua applicazione locale.

Il secondo progetto, denominato “Social Farming: trans-national transfer of experiences”, ha come finalità principali, da un lato, l’incremento dell’attrattività dei territori rurali per le imprese e la popolazione; dall’altro, il mantenimento o la creazione di nuove opportunità occupazionali e di reddito nelle aree rurali, con riferimento al particolare segmento dell’agricoltura sociale. Il tutto partendo dall’esperienza in atto nella zona della Valdera, dove le istituzionali locali si sono mosse per la formazione di un Tavolo dell’Agricoltura Sociale. Il progetto individua alcuni ambiti di attività già svolti che, se tradotti in termini imprenditoriali e in rapporti su scala più ampia, anche transnazionale, possono generare economia per il nostro territorio: ad esempio, riabilitazione e cura a fini socio-terapeutici per persone con gravi disabilità; inserimento di lavoratori per soggetti svantaggiati; servizi alla vita quotidiana quali fattorie-didattiche, agri-asili, nidi familiari in ambito verde, supporto per anziani. Il “Social Farming” intende favorire l’analisi delle strutture di governance delle pratiche di agricoltura sociale attuate in diversi Paesi dell’Ue: Olanda, Francia, Norvegia, Irlanda. Si vuole in questo modo individuare le pratiche più interessanti ed adattabili al contesto locale, per farne l’oggetto di un convegno conclusivo finalizzato ad azioni di disseminazione dei risultati.