• Articolo , 7 giugno 2011
  • Ecoquartieri in Italia, il futuro dell’edilizia è green

  • Un progetto per la riqualificazione urbana di vecchi quartieri e di aree dismesse che guarda al futuro imitando gli eco-quartieri, realtà che in Italia ancora non esistono ma che in paesi come Austria e Svezia sono una realtà consolidata e funzionale

(Rinnovabili.it) – Attenzione puntata sulla rigenerazione sostenibile delle città e dei territori ieri a Milano dove ieri si è svolto l’incontro organizzato da Legambiente, GBC Italia e Audis (Associazione Aree Urbane Dismesse), occasione durante la quale è stato presentato il progetto *“Ecoquartieri in Italia: un patto per la rigenerazione urbana, una proposta per il rilancio economico, sociale, ambientale e culturale delle città e dei territori”*.
Partendo dalla consapevolezza di un’Italia che ha bisogno di rilanciare la propria economia dando spazio ad iniziative di sviluppo che siano anche in grado di creare nuovi posti di lavoro rimanendo al contempo sempre in linea con le direttive e le normative europee, si è deciso di partire dalla riqualificazione urbana come mezzo per raggiungere benessere e sostenibilità ambientale.
“Si deve rompere l’indifferenza presente in Italia intorno agli ecoquartieri, realtà non presenti nel nostro Paese, ma che invece sono nate in tante città europee” questa la dichiarazione rilasciata ad Affaritaliani.it da Maria Berrini, presidente di Ambiente Italia, a margine dell’incontro.

“Questo progetto si inserisce all’interno delle nuove politiche di sostegno e incentivo dell’edilizia _nuova_ ed ecosostenibile – ha dichiarato Andrea Poggio, vice-presidente di Legambiente – d’altronde dopo il fallimento del piano-casa questo tipo di progetti è l’unica via per dare uno slancio nuovo alla nostra edilizia, come accade in paesi come Svezia e Austria”. Il piano presentato si concentra essenzialmente sulle città e sul loro hinterland puntando sulla riprogettazione dei quartieri residenziali costruiti negli anni ’50-’70 e sul recupero di aree dismesse rivolgendosi a tutto i soggetti interessati, che siano pubblici o privati, dal Governo europeo agli Enti Regolatori come Comuni e Regioni passando per le associazioni di settore che rappresentano il comparto immobiliare.
“Costruire sul costruito, rigenerare le parti che hanno perso vitalità ma che hanno una storia consente – ha sottolinea Audis – di avere un vantaggio perché si interviene in un contesto nel quale sono già presenti valori e fattori importanti dai quali partire: infrastrutture, viabilità, attività”.