• Articolo , 4 febbraio 2010
  • Ecuador: operazione Yasunì ITT, un ‘eco-ricatto’ necessario

  • Evitando l’estrazione del greggio presente nel sottosuolo del Parco Nazionale Yasuni il Paese eluderebbe la produzione di 400 milioni di tonnellate di CO2

(Rinnovabili.it) – Il Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, è intervenuto questa mattina in merito all’iniziativa governativa “Yasunì ITT”:http://www.yasuni-itt.gov.ec/ definendola simbolo della necessità di un cambiamento radicale della politica energetica globale, tesa ad evitare la crescita di climalteranti come il biossido di carbonio e a contrastare di conseguenza il surriscaldamento del Pianeta e sottolineando che “il mondo in questo secolo deve entrare in confidenza con il concetto di non-inquinamento”.
Il progetto consiste nel risolvere una minaccia quale l’estrazione di petrolio dal giacimento sotterraneo localizzato in un contesto estremamente vulnerabile come il Parco Nazionale Yasunì, una delle zone con la maggior biodiversità al mondo.
Il gruppo intergovernativo scelto per gestire il progetto aveva stabilito che il Paese si sarebbe impegnato a non sfruttare il giacimento petrolifero dicendo addio ai previsti guadagni a patto che la comunità internazionale avesse contribuito alla realizzazione di questo importante progetto di salvaguardia ambientale versando il 50 per cento dei mancati introiti, somma successivamente impiegata dall’Ecuador su altri progetti ambientali.
Ma il testo elaborato dalla commissione aveva lasciato insoddisfatto Correa su diversi punti, primo fra tutti l’aver fatto passare l’intervento delle altre nazioni come una sorta di “carità” nei confronti del Paese sud americano.
In tal senso il Presidente ha firmato oggi un ordine esecutivo per formare un nuovo team di gestione della proposta che interesserebbe ora l’emissione, da parte del mercato internazionale, di bonus equivalenti almeno alla metà del valore del greggio che rimarrebbe nel giacimento del Parco; i crediti di carbonio ricevuti verrebbero poi utilizzati dal programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) per il supporto di iniziative volte alla diffusione delle energie rinnovabili.
Il discorso del Presidente è proseguito rimarcando l’importanza dell’ambiente, della flora e della fauna come valori importanti, da difendere perché insostituibili tramite l’adozione di pratiche che tutelino gli ecosistemi dall’inquinamento mediante azioni che riescano ad evitare la produzione di CO2 a danno dell’atmosfera “Si tratta di inaugurare una nuova logica non solo a livello delle risorse naturali, intendendo le nuove politiche ambientali come un’importante risorsa economica”.
E’ stato stimato che il giacimento presente nel sottosuolo dello Yasunì contenga circa 850 milioni di barili di greggio equivalenti a 7000 milioni di dollari la cui estrazione comporterebbe l’emissione di almeno 400 milioni di tonnellate di CO2.