• Articolo , 11 marzo 2009
  • Edilizia: ok al 4% del fondo europeo per interventi di efficienza energetica

  • Tutti gli Stati Membri e le Regioni avranno la possibilità di accedere ai finanziamenti Ue destinati risparmio energetico nelle abitazioni in misura del 4% del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale

Se in Italia la direzione intrapresa dal Governo sull’efficientamento del parco edilizio ha creato un clima di polemiche, ricevono il massimo dei consensi le nuove linee guida dettate a livello europeo. L’Europarlamento ha, infatti, dato il via libera all’ampliamento del tetto massimo del Fondo di Sviluppo Regionale (“FERS”:http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+COMPARL+PE-419.852+01+DOC+WORD+V0//IT&language=IT) da destinare ad interventi di riqualificazione energetica per l’uso di energie rinnovabili nel patrimonio abitativo esistente.
Secondo l’attuale regolamento, il FESR sostiene interventi nel settore dell’edilizia abitativa, compresa l’efficienza energetica, ma solo per i nuovi Stati membri (EU a 12) e esclusivamente in riferimento alle parti comuni di un edificio (o l’edificio intero in caso di edilizia popolare) in zone urbane disagiate.
L’attuale proposta, che dovrà ora essere votata nella seduta plenaria di aprile, non aumenta il finanziamento e non ha effetti sul bilancio comunitario, bensì consentirebbe a tutti gli Stati di accedere al fondo per finanziare azioni in questo campo. Pertanto il fondo può essere utilizzato per cofinanziare piani nazionali, regionali o di enti locali per l’installazione, ad esempio, della doppia vetratura, dell’isolamento delle pareti e dei pannelli solari nelle abitazioni, o per sostituire le vecchie caldaie con altre più efficienti dal punto di vista energetico e si applicherà all’intera UE a 27, eliminando dunque il riferimento alle “famiglie a basso reddito” che risultava problematico per le differenti definizioni di questa espressione nelle normative nazionali. Ogni Stato membro potrà decidere in autonomia quali progetti finanziare e le categorie di edilizia ammissibili a patto che sostengano la coesione sociale.
L’UE a 12 potrà ancora finanziarie altri tipi di spese per l’edilizia abitativa secondo le norme dell’attuale FESR (e per un massimo del 3% della dotazione del FESR ai programmi operativi interessati o del 2% della dotazione totale del FESR a livello nazionale). Secondo gli eurodeputati il provvedimento consentirà sia un notevole risparmio energetico che la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell’edilizia locale.