• Articolo , 1 febbraio 2010
  • Educazione alla sostenibilità: dopo la nuova legge si incontrano gli stati generali

  • “Educazione alla sostenibilità: nuovi traguardi. Dall’esperienza decennale dell’educazione ambientale alla nuova Legge regionale sull’educazione alla sostenibilità, le strategie, l’organizzazione, le strutture, le competenze, i temi e le utenze”. Questo il tema del convegno che si è tenuto venerdì 29 gennaio per presentare la nuova legge regionale sulla promozione, organizzazione e sviluppo delle attività d’informazione e […]

“Educazione alla sostenibilità: nuovi traguardi. Dall’esperienza decennale dell’educazione ambientale alla nuova Legge regionale sull’educazione alla sostenibilità, le strategie, l’organizzazione, le strutture, le competenze, i temi e le utenze”. Questo il tema del convegno che si è tenuto venerdì 29 gennaio per presentare la nuova legge regionale sulla promozione, organizzazione e sviluppo delle attività d’informazione e di educazione alla sostenibilità, approvata dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna il 22 dicembre 2009 e riflettere sulla sua attuazione e prospettive.

“Con questa legge – ha esordito l’assessore regionale all’Ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli – la Giunta uscente consegna a quella che subentrerà tra qualche mese un nuovo strumento culturale, organizzativo e operativo per dare continuità e promuovere sempre meglio le attività di informazione ed educazione alla sostenibilità. Abbiamo compiuto un importante adeguamento per rendere sempre più integrate con le politiche pubbliche gli strumenti informativi ed educativi, consapevoli del fatto che sono indispensabili per orientare nuovi stili di vita sostenibili”.

Daniela Guerra, relatrice della legge in Assemblea legislativa, si è soffermata sulla necessità per l’educazione alla sostenibilità di passare da attività di informazione e sensibilizzazione a strategie che incidano concretamente sui comportamenti. Educazione alla sostenibilità come educazione civica, che coinvolga l’intera comunità, non solo i ragazzi, ma sempre più le famiglie, le imprese, gli enti decisori, che, primi fra tutti, necessiterebbero di un’apposita formazione.

Paolo Tamburini, responsabile del Servizio Comunicazione ed educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna ha centrato l’attenzione sugli aspetti più innovativi della nuova legge: l’approccio volto a una continua evoluzione culturale e metodologica; l’integrazione tra tutte le educazioni coerenti con la sostenibilità (ambiente, alimentazione, salute, mobilità e sicurezza, impresa, partecipazione); l’organizzazione del Sistema INFEAS come “rete di reti” che integra una pluralità di apporti pubblici e privati; i nuovi profili e organizzazione delle strutture sul territorio.

Il pedagogista Gian Carlo Sacchi, mettendo in evidenza il legame tra politiche di sviluppo sostenibile e formazione, ha sottolineato il fatto che la sostenibilità deve essere pensata – come la Legge comincia a fare – come integrazione delle conoscenze e stretto legame tra queste e l’azione. In tal modo le competenze e le risorse educative diventano protagoniste del cambiamento possibile.

Una dozzina sono stati gli interventi nel dibattito molto ricco e approfondito che è seguito alle comunicazioni. Hanno preso la parola tra gli altri il direttore dell’Agenzia regionale per l’ambiente Stefano Tibaldi; responsabili di Centri di Educazione Ambientale (Ana Maria Solis per il CEAS l’Olmo di Modena, Mino Petazzini per la Fondazione Villa Ghigi, Giuseppe Gavioli per il Cidiep); responsabili e coordinatori di progetti di livello regionale (Emanuela Vezzali, sicurezza stradale; Valter Baruzzi centro CAMINA; Marisa Parmigiani, impresa sostenibile); dirigenti di Comuni e Province (Paola Poggipollini Comune Ferrara e Fabrizio Bernini Piacenza); rappresentanti del mondo della scuola (Milena Bertacci ex IRRE, e Vanna Nucciotti reti di scuole) e dell’Università (Bodini, CIREA).

Interventi che hanno messo a fuoco da un lato la responsabilità e l’apporto che ciascun attore del sistema dell’educazione alla sostenibilità può e deve svolgere d’ora in poi sulla base degli indirizzi contenuti nella Leggge, dall’altro come tutta una serie di nuove progettualità avviate negli ultimi anni costituiscano una concreta base di partenza per costruire l’educazione alla sostenibilità dei prossimi anni.

Da segnalare infine l’intervento dell’ambasciatrice dei giovani UNICEF Caterina Terzaghi, che ha recentemente portato la voce delle giovani generazioni al vertice mondiale sul clima di Copenhagen. Leggendo la Dichiarazione per i Giovani sottoscritta nel recente COP 15 ha affermato che “Noi giovani non accettiamo che il mondo vada a catafascio per la pigrizia degli attuali governanti, noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

Nelle conclusioni, l’assessore Lino Zanichelli ha evidenziato come le politiche di sostenibilità richiedano di coiniugare l’apparato delle regole con sistemi di incentivi e disincentivi, con l’opportunità di cambiare gli stili di vita. In tal senso l’educazione alla sostenibilità ha svolto e svolgerà un ruolo da protagonista nei processi di cambiamento.