• Articolo , 11 aprile 2008
  • EEA: “Sospendere l’obiettivo UE per i biocarburanti”

  • Il target del 10% richiederebbe grandi quantitativi di biomassa di importazione e la distruzione accelerata della foresta pluviale

L’ambizioso obiettivo, posto dall’Unione Europea, di sostituire il 10% della fornitura di carburante dei veicoli con biocombustibili entro il 2020, sta incontrando sempre più resistenze. Ultima quella del Comitato Scientifico dell’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) che ha reso noto che chiederà la sospensione della quota, raccomandando uno studio approfondito di fattibilità, per valutare rischi e benefici derivanti dall’utilizzo dei biofuel. Le motivazioni di tale decisione riguardano innanzitutto la loro produzione: “i biocarburanti basati su tecnologie di prima generazione non ottimizzano l’uso della biomassa rispetto ai consumi di combustibili fossili e alla riduzione dei gas serra. Al contrario dovrebbero essere preferite le tecnologie per la generazione diretta di calore e di elettricità, perché economicamente più competitive e più sostenibili rispetto alla produzione di carburanti per i trasporti”. Inoltre l’EEA ha stimato che la superficie necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo UE supera il limite oltre il quale si rischiano gravi danni all’ambiente, anche qualora un contributo notevole provenga da biocarburanti di seconda generazione, aumentando le pressioni su suolo, acqua e biodiversità. Ed è da considerare anche che la quota fissata del 10% richiederebbe grandi quantitativi di biocarburanti di importazione, dove non è possibile monitorare una produzione sostenibile.