• Articolo , 24 giugno 2011
  • EEA, 80mila api sul tetto per aiutare l’ecosistema

  • Da aprile scorso il tetto degli uffici EEA di Copenhagen ospita due arnie per un totale di 80mila api che lavorano incessantemente, aiutando la natura a mantenere inalterati i propri equilibri e producendo 100 kg di miele in un anno

(Rinnovabili.it) – Saranno gli interventi sugli edifici a garantire la sopravvivenza degli ecosistemi? Dopo gli orti sui tetti e le vertical farm dall’EEA (European Environment Agency) l’idea di dare spazio a due arnie sui tetti degli uffici di Copehnagen, che attualmente ospitano 80mila api che saranno in grado di produrre circa 100 chilogrammi di miele ogni anno. Gli insetti che hanno trovato dimora all’EEA hanno ricevuto una visita singolare: il Commissario europeo per l’Ambiente Janez Potočnik e il ministro dell’Ambiente danese Karen Ellemann hanno visitato gli alveari e raccolto il primo miele accompagnati dal direttore esecutivo dell’Agenzia, Jacqueline McGlade.
“Dando spazio alle api sui nostri tetti stiamo dando una eccellente opportunità all’EEA di effettuare un’esperienza di sostegno a favore del sistema produttivo del nostro Pianeta. Progetti ambientali come questo dimostrano come i benefici ambientali e sociali siano strettamente legati. Speriamo inoltre che la nostra esperienza positiva possa essere di esempio per altre città europee affinché inizio progetti simili” ha dichiarato McGlade.

Le api rappresentano infatti un fattore chiave per la sopravvivenza degli ecosistemi, ma vengono spesso sottovalutate. Insieme ad altri insetti giocano un ruolo chiave nei meccanismi di impollinazione che permettono la riproduzione di fiori e piante, sia domestiche che selvatiche. Una stima condotta da esperti ha cercato di dare un valore al contributo che questi preziosi imenotteri svolgono per l’umanità assegnando al loro lavoro un valore di circa 190 miliardi di dollari annui ad un impegno che però sta venendo meno a causa del preoccupante calo del numero di esemplari, che soffrono a causa dei moderni metodi di coltivazione e del cambiamento climatico. Ma dall’Agenzia arrivano buone notizie, sembra infatti sia in aumento la pratica conosciuta come *apicoltura urbana*, apprezzata e diffusa in città come Parigi, Berlino, Hong Kong e recentemente diffusasi anche a Copenhagen dove le api possono raccogliere il polline dei fiori dei parchi cittadini per poi produrre un miele di alta qualità contribuendo attivamente alla sopravvivenza della biodiversità cittadina.
Le arnie, gestite dalla cooperativa sociale Bybi (città delle api), contribuiscono anche a dare lavoro ai senza tetto, che attraverso un apposito progetto vengono instradati all’attività di apicoltore.