• Articolo , 14 ottobre 2010
  • Efficienza energetica: è ora di riformare i meccanismi di incentivazione

  • L’associazione ambientalista presenterà, in occasione del convegno “Integrare l’efficienza con le rinnovabili”, un’indagine relativa allo stato e alle prospettive delle politiche di settore.

(Rinnovabili.it) – Si terrà a Roma, il prossimo 19 ottobre, la seconda Conferenza Nazionale sull’Efficienza Energetica, dal titolo “Integrare l’efficienza con le rinnovabili”, organizzata dall’associazione ambientalista Amici della Terra. In occasione del convegno verranno resi noti i risultati di un’indagine, svolta dalla stessa associazione, in merito allo stato e alle prospettive delle politiche di efficienza energetica di cui l’associazione ha rilasciato ieri delle prime anticipazioni. “Le nostre analisi, che riprendono quelle effettuate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e, più recentemente, da Confindustria, evidenziano la necessità di una riforma generale dei meccanismi di incentivazione per l’efficienza energetica e per le rinnovabili” ha dichiarato il Responsabile Studi di Amici della Terra, Andrea Molocchi, che ha successivamente aggiunto: “Ci troviamo oggi in una situazione paradossale, per cui  mentre lo Stato fatica a trovare le risorse necessarie per l’essenziale meccanismo delle detrazioni fiscali del 55% per i piccoli interventi di risparmio energetico nell’edilizia, gli strumenti di incentivazione delle rinnovabili elettriche, i cui benefici di risparmio energetico sono fruiti dalla collettività e non dai consumatori, gravano con pesanti oneri sui consumatori invece che sullo Stato, riducendo la competitività del sistema”.

Confrontando alcuni principali indicatori macro-economici emergono informazioni significative dall’indagine: il totale delle spese per prodotti energetici dell’economia nazionale risulta pari a 161 miliardi di euro (l’11,3% del PIL), mentre la percentuale della spesa per prodotti energetici sul valore aggiunto dell’economia supera il 9%. Si tratta di numeri che evidenziano come “gli interventi di efficienza energetica nei settori che producono i prodotti di base utilizzati dalla nostra industria manifatturiera possono _liberare_ un vero e proprio salto di produttività, consentendo l’aumento delle retribuzioni dei lavoratori e dei profitti delle imprese, innescando un circolo virtuoso consumi, investimenti, innovazione e occupazione”. Dall’indagine si deduce inoltre che mancano nel nostro paese gli stimoli necessari per una riqualificazione energetica del settore industriale, al fine di intensificarne il risparmio, nonché un sistema gestionale in grado di organizzare gli incentivi alle rinnovabili elettriche, come ad esempio le rinnovabili termiche, “meno onerosi e ricchi di opportunità sotto ogni profilo, anche ambientale”.