• Articolo , 21 dicembre 2007
  • Elettricità dalle onde con il rivoluzionario GIANT

  • Una nuova tecnologia, brevettata da italiani, molto promettente in termini di economicità, efficienza e manutenzione. Vediamo di cosa si tratta

La possibilità di ricavare energia dal moto ondoso è un’ipotesi per la quale il pensiero dell’uomo si è sempre adoperato, sia per la consapevolezza che l’energia disponibile è moltissima, sia per il fatto che è sempre stata sotto gli occhi di tutti.
Nonostante ciò i sistemi che attualmente sono stati sperimentati e messi in uso, hanno tutti delle caratteristiche che li rendono molto onerosi in rapporto al rendimento che possono offrire e nella maggior parte dei casi risultano avere un elevato impatto ambientale.
Il brevetto Giant è stato studiato per riuscire a produrre energia elettrica sfruttando, appunto, il naturale movimento dell’acqua nei mari e nei laghi. Questo prodotto da un punto di vista del rendimento, dei costi di realizzazione e manutenzione e per l’impatto ambientale prodotto, può essere considerato particolarmente innovativo.
Il rendimento, consente l’ammortamento degli investimenti in tempi mediamente minori rispetto ad altri impianti per lo sfruttamento dell’energia dalle onde.
I costi sono contenuti e si possono pensare degli impianti ridotti che poi autofinanziandosi possono andare ad aumentare le potenze installate, questo per il fatto che si tratta di gruppi modulari.
I costi di manutenzione sono sicuramente ridotti e ancor più importante, visti i siti di installazione, è la semplicità nei componenti e quindi la semplicità di intervento in essi.
Per quanto riguarda l’impatto ambientale, si può ritenere quasi nullo sia che si tratti di impianti al largo, sia di impianti sottocosta in quanto non sono necessari ne tralicci ne fondazioni. Inoltre non emettono rumori e rimane visibile all’occhio umano solamente un semplice galleggiante.
Il brevetto Giant, ha la peculiarità di riuscire, tramite una parte fissa detta “statore” montata sulla parte rigida del gruppo e una parte mobile detta “rotore” montata sul galleggiante o boa, a produrre energia elettrica.
Con sistemi tradizionali ciò non sarebbe possibile, per la bassa velocità che si riesce ad ottenere dalla parte mobile cioè il galleggiante e per la bassa frequenza delle onde (di media una ogni 5 secondi).
Il Giant, infatti, riesce alla fine del processo a fornire energia elettrica con una tensione di 220V, quindi in grado di essere “accettata” dalla linea elettrica Enel.
Riportiamo la disponibilità teorica di energia del moto ondoso in funzione dell’altezza delle onde e del tempo tra i picchi.

*Come funziona*

A grandi linee il sistema è diviso in due parti, la prima, il generatore che trasforma l’ energia delle onde in corrente pulsante, la seconda che con un sistema elettronico porta questa corrente pulsante ai valori della linea Enel.
In linea di principio il GIANT usa l’energia potenziale delle onde per muovere in verticale, tramite un galleggiante, un rotore lineare che fornisce il flusso magnetico a degli avvolgimenti montati su uno statore lineare che danno in uscita una tensione pulsante.
I problemi da risolvere per ottenere energia elettrica dall’energia delle onde erano che si prevedeva un primo passaggio con trasformazione in energia cinetica con un sistema meccanico con un moltiplicatore di giri come nei generatori eolici oppure serbatoi o sistemi ad aria compressa con un bassissimo rendimento e dato l’andamento delle onde una scarsissima flessibilità e successivamente questo sistema meccanico veniva accoppiato a un alternatore che necessitava però di un alto numero di giri sull’albero per la fornitura di energia elettrica all’utente.
Questo sistema non basandosi sulla trasformazione dell’energia dell’acqua attraverso l’utilizzazione di componenti prima meccanici e solo successivamente elettrici/elettronici ma operando direttamente la trasformazione dell’energia potenziale delle onde d’ acqua in energia elettrica con un unico passaggio mediante un modulo elettrico/elettronico (GIANT o GIEM) garantisce margini di resa fino ad ora inimmaginabili.
Lo schema funzionale di un singolo impianto è così composto:


Con un ottimale utilizzo di elettronica (Alimentori swithin, PLC, Inverter) unitamente al generatore speciale avremmo la disponibilità di energia pulita in modo affidabile, semplice e sicuro, non si inquina, non si deturpa l’ambiente con impianti faraonici, è tutto praticamente automatico; si riutilizza praticamente tutto il know-how di impianti solari ed eolici a parte i generatori.

Ad esempio, alcune applicazioni a costo contenuti sono:

1)La fornitura di idrogeno per elettrolisi con un impianto ridotto senza necessità di collegamento alla linea dell’ ENEL; non serve l’inverter.

2) Un sistema di pompaggio per l’acqua con pompe trifasi a basso costo per riaccumulare in un bacino l’energia potenziale dell’acqua; è sufficiente un inverter low cost che non preveda il parallelo in uscita alla linea dell’Enel.

3) Un desalinizzatore a resistenza elettrica per potabilizzare l’acqua del mare, basta connettersi dopo l’alimentatore switchin.

Insomma le potenzialità di questo prodotto sono moltissime e meritano, a nostro giudizio, il suo svilupo e la sua diffusione.