• Articolo , 20 aprile 2010
  • Elettrodotto “Udine Ovest – Redipuglia”: soluzione aerea per evitare il blackout del Friuli

  • In merito alla riunione sull’elettrodotto Udine Ovest – Redipuglia , Terna conferma l’assoluta necessità di realizzare un elettrodotto aereo che colleghi le stazioni di Udine Ovest e Redipuglia, come attestato dal Governo che ha approvato nel Piano di Sviluppo della rete elettrica del 2004 quale opera “strategica” per il territorio; Terna ribadisce inoltre la massima […]

In merito alla riunione sull’elettrodotto Udine Ovest – Redipuglia , Terna conferma l’assoluta necessità di realizzare un elettrodotto aereo che colleghi le stazioni di Udine Ovest e Redipuglia, come attestato dal Governo che ha approvato nel Piano di Sviluppo della rete elettrica del 2004 quale opera “strategica” per il territorio; Terna ribadisce inoltre la massima disponibilità a lavorare con la Regione, le Province e gli EE.LL. per migliorare il tracciato dell’elettrodotto.
Le condizioni della rete in Friuli Venezia Giulia, estremamente critiche e soggette a forti rischi di disalimentazione delle utenze elettriche collocate nella regione, impongono di realizzare un nuovo elettrodotto aereo ad altissima tensione (380kV) per rendere sicura la rete elettrica in Friuli. La nuova linea darà sicurezza energetica alla Regione, consentendo la produzione a pieno regime delle esistenti centrali di Torviscosa e Monfalcone, oggi limitata dall’impossibilità di distribuire l’energia prodotta: l’aumento di produzione con la nuova rete sarà complessivamente di 600 MW. Se le linee oggi esistenti nell’area di Udine, con i pochi kilometri a 380kV subissero dei guasti ci
sarebbero black out e interruzione dell’alimentazione elettrica dei cittadini e delle imprese friulane. Riguardo all’ipotesi di interramento della nuova linea, Terna conferma che è fondamentale che sia realizzata una linea aerea a 380 kV per la sicurezza della rete e garantire a tutti di avere l’energia
elettrica necessaria alle diverse attività: la rete esistente in Friuli, infatti, non consente di sopportare la trasmissione in caso di guasti sulla rete a 380kV, perciò questa deve essere aerea.
Una linea interrata, oltre ad avere una capacità di trasporto inferiore rispetto a una linea aerea, richiede diversi giorni per la localizzazione del guasto e impone di rompere la strada sotto la quale è collocata e scavare il terreno fino a raggiungere i cavi danneggiati, con complessi lavori di ripristino che possono durare diverse settimane, durante le quali la Regione subirebbe deficit
energetici. Realizzare, dunque, un elettrodotto a 380kV di 40km tra Udine Ovest e Redipuglia rende inevitabile la scelta della soluzione aerea, essendo questa la sola in grado di assicurare
sicurezza e stabilità ai fabbisogni elettrici dei friulani. Terna non è pregiudizialmente contraria alla posa di cavi interrati a 380kV ma valuta le diverse soluzioni in base alla necessità per la quale
vengono realizzate nuove linee: per garantire la corrente elettrica ai cittadini del Friuli Venezia Giulia e alle aziende ivi collocate l’elettrodotto Udine Ovest–Redipuglia deve essere realizzato in
aereo. Inoltre il progetto in fase di autorizzazione attraversa aree agricole per oltre il 95% del tracciato, contemplando sempre distanze di sicurezza dagli edifici nettamente superiori a quanto
imposto dalla normativa vigente.
Terna ricorda, infine, che l’elettrodotto Udine Ovest – Redipuglia si inserisce in un più ampio intervento di razionalizzazione che la società vuole realizzare tra Udine e Gorizia, per migliorare
l’efficienza della rete riducendone gli impatti sul territorio.
A fronte della costruzione di circa 40 km di nuovo elettrodotto in aree agricole, infatti, sarebbero 100 i km di elettrodotto smantellati in aree più densamente abitate. L’utilizzo a pieno regime delle centrali di Torviscosa e Monfalcone produrrà un incremento di 600 MW, con un risparmio di 40 milioni di euro all’anno. La riduzione delle perdite energetiche consentirà un risparmio di circa 2 milioni di euro/anno, pari al consumo di 5.600 famiglie.