• Articolo , 1 dicembre 2010
  • Emirati Arabi, rinnovabili indispensabili per un’economia in crisi

  • Nel corso di un incontro su cambiamenti climatici e politica energetica, che si è svolto ad Abu Dhabi, il Direttore Generale di IRENA ha sottolineato la necessità di una transizione dell’attuale sistema energetico verso un uso più diffuso delle rinnovabili.

(Rinnovabili.it) – Si è svolto nella capitale degli Emirati Arabi un incontro mediatico sulla politica energetica e sui cambiamenti climatici nella regione. Relatori d’eccezione Mr. Adnan Z. Amin, Direttore Generale ad interim di IRENA, l’Agenzia energetica internazionale per le energie rinnovabili, e H.E Klaus-Peter Brandes, Ambasciatore del Governo tedesco ad Abu Dhabi. Scopo della riunione, che ha visto come protagonisti giornalisti del Medio Oriente e del Nord Africa, nonché esperti di politica energetica, discutere dell’importanza di un’imminente transizione energetica del paese e del Pianeta. “Nel mondo, circa 1,5 miliardi di persone non hanno ancora accesso all’elettricità. Mentre un ulteriore miliardo di persone hanno accesso a reti elettriche non affidabili”, ha detto Amin. “A livello globale, il sistema energetico – per quel che concerne approvvigionamento, trasformazione, distribuzione e uso – è il contribuente dominante ai cambiamenti climatici”. Da qui la necessità di un mutamento dell’attuale sistema energetico, che porterà sempre più a conseguenza negative, a causa di un approvvigionamento, conversione ed utilizzo inefficaci. “La comunità internazionale deve unirsi in uno sforzo comune per trasformare il sistema energetico mondiale nei prossimi decenni”, insiste il Direttore di IRENA. “L’energia rinnovabile sarà il catalizzatore e il driver per tale trasformazione e IRENA si posizionerà a fornire la piattaforma per una cooperazione internazionale essenziale ai fini di questo cambiamento”. A conferma dell’impegno degli Emirati Arabi in tal senso, Abu Dhabi punta a produrre il 7% della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2020, gli stessi obiettivi per il Kuwait e il Bahrain corrispondono ad un 5%.