• Articolo , 11 aprile 2011
  • Emission trading: dall’Inghilterra fondo per i paesi in via di sviluppo

  • Il Regno Unito ha versato 7 milioni di sterline in un fondo della Banca Mondiale con il compito di supportare i paesi in via di sviluppo nel mercato di scambio internazionale della CO2

(Rinnovabili.it) – Il governo britannico ha annunciato oggi il suo sostegno economico alla Banca Mondiale, dando un contributo di *7 milioni di sterline* al suo programma di – “*Partnership for Market Readiness*” (PMR) – sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nei paesi in via di sviluppo.
Il programma mira a supportare i paesi poveri nella costituzione di linee politiche e strategie di mercato per ridurre la CO2, attraverso la creazione di sistemi nazionali di monitoraggio delle emissioni e un miglioramento dei quadri normativi nazionali in grado di attrarre e stimolare maggiormente da tutto il mondo gli investimenti privati nel settore delle tecnologie verdi.
Il sostegno del Regno Unito va ad unirsi a quei contributi finanziari precedentemente donati dalla Commissione europea, insieme ad Australia, Stati Uniti e Norvegia, e contribuirà ulteriormente al supporto del PMR, che intende progettare e implementare le “politiche di mercato” di almeno *15 paesi in via di sviluppo*, comprendendo anche un miglioramento dei sistemi di accreditamento internazionali e dei sistemi nazionali di scambio dell’anidride carbonica.
Secondo Chris Huhne – segretario britannico al cambiamento climatico e all’energia – “l’*emission trading* è uno dei sistemi più convenienti volti a ridurre le emissioni di anidride carbonica ed è di vitale importanza che anche i paesi in via di sviluppo abbiano dei fondi per investire in tale ambito. Qui nel Regno Unito – continua Huhne – quasi la metà delle nostre emissioni sono gestite attraverso il mercato di scambio della CO2, che contribuisce alla sicurezza energetica, garantisce posti di lavoro ed incoraggia i finanziamenti privati”.
Per Andrew Mitchell – Segretario di Stato per lo sviluppo internazionale – “Occorre supportare i paesi in via di sviluppo a progettare dei meccanismi in grado di integrarsi efficacemente nel sistema di emission trading in modo che essi possano svolgere il proprio compito nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica.”
“Al fine di incentivare – continua Mitchell – nel miglior modo possibile gli investimenti del settore privato, i paesi in via di sviluppo avranno, anche con il nostro aiuto, gli strumenti per creare posti di lavoro, oltre alla possibilità di sviluppare soluzioni locali che consentano di aumentare lo sviluppo dell’energia pulita e di migliorare le condizioni di vita in generale”.