• Articolo , 14 marzo 2008
  • Emissioni CO2: Blair ed esperti internazionali per un accordo globale

  • Intraprendere azioni sostanziali nei prossimi due anni è l’unica via possibile per non soccombere alla questione climatica

Sara l’ex primo ministro britannico Tony Blair insieme ad un gruppo di esperti a guidare un negoziato internazionale per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. L’iniziativa verrà annunciata ufficialmente durante la riunione del G20 in Giappone, occasione in cui l’ex capo del governo di Londra presenterà anche il rapporto del lavoro svolto finora in tal senso. Nell’annunciare
l’obiettivo di un accordo globale, Blair ha tenuto a sottolineare l’estrema urgenza della questione: “Un taglio del 50% delle emissioni entro il 2050 è una componente centrale”, e dunque “dobbiamo provare a raggiungere un accordo quest’anno” includendo anche l’America e la Cina. “Il problema è che, se non intraprendiamo azioni sostanziali nei prossimi due anni, allora entro il 2020 dovremo pensare seriamente all’adattamento piuttosto che alla prevenzione”. Per raggiungere la meta l’ex premier si avvarrà del sostegno dell’Ong ‘Climate Change Group’, e di esperti del calibro dell’economista Nicholas Stern, partendo dalle conclusioni raggiunte in occasione della conferenza di Bali. “Ci troviamo in una situazione di stallo – ha precisato Blair – perchè ognuno concorda su dove si deve andare, ma se non ci si mette d’accordo sul come arrivarci non ci sono risultati”. “La cosa di cui sono assolutamente sicuro – ha concluso – è che non otterremo un’azione dicendo alle persone di non consumare. I governi cinese e indiano sono determinati a far crescere le loro economie. Hanno centinaia di milioni di persone molto povere, si industrializzeranno e aumenteranno i loro standard di vita. E anche a ragione”.